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MotoGP, Ciabatti: a Lorenzo manca serenità

"Noi vogliamo metterlo nelle condizioni per dimostrare il pilota che è, ma Jorge e la Ducati dovranno incontrarsi a metà strada"

MotoGP: Ciabatti: a Lorenzo manca serenità

Per Ducati la notte del Qatar è stata illuminata dalla vittoria di Dovizioso, un risultato che per la Rossa mancava dal 2009, complice il solito Stoner. Su una pista in cui la Desmosedici è stata spesso a suo agio, il primo gradino del podio sembrava essere un tabù.

Dopo 3 secondi posti consecutivi, ci aspettavamo che potesse arrivare la vittoria dopo il lavoro svolto nei test. Non potevamo sperare in un risultato migliore” ammette Paolo Ciabatti, Direttore Sportivo di Ducati.

È stata una domenica perfetta?
Andrea si è complicato la vita con una partenza non perfetta, ma aveva un passo migliore di ogni altro pilota. Però la gara ha anche dimostrato quello che sapevamo e temevamo: la Honda ha fatto un passo in avanti. In una pista in cui non ha mai brillato, ha permesso a Marquez di giocarsi la vittoria fino all’ultima curva. Questo può fare immaginare quale potrà essere la sua competitività su piste favorevoli, penso ad Austin”.

Preoccupato?
I progressi della nostra moto sono stati dimostrati anche da Petrucci, che con una scelta diversa della gomma anteriore avrebbe potuto giocarsi il podio”.

È mancato solo Lorenzo…
Nonostante un fine settimana tribolato e una brutta partenza, sarebbe potuto arrivare 6° al traguardo senza l'inconveniente tecnico che lo ha fermato”.

Ma si è ritrovato senza freni. A cosa è dovuto quell’inconveniente?
Stiamo ancora compiendo delle accurate valutazione per capire la ragione di quello che è successo”.

A parte quell’imprevisto, Lorenzo è quello che soffre di più sulla GP18. È stato così anche in inverno.
“Inutile dire che le cose non stanno andando benissimo, dopo un test spettacolare in Malesia, con tanto di record, ne abbiamo avuto uno complicato in Tailandia e anche il fine settimana in Qatar ha riservato qualche difficoltà”.

Cosa manca a Jorge in questo momento?
Penso solo un po’ di serenità, ma il nostro obiettivo è metterlo nelle condizioni di dimostrare il pilota che è. Per lui sarebbe stato molto utile potere finire la gara in modo da abituarsi meglio alla nuova moto e acquistare maggiore fiducia”.

Dovizioso ha dichiarato che la Ducati si può guidare solo in un modo.
La nostra volontà è quella di modificare per quanto possibile la Desmosedici per renderla adatta al suo gusto. Detto questo, ogni moto ha il suo carattere e quello non si può cambiare”.

Qual è la soluzione?
Bisogna incontrarsi a metà strada. Penso che sia da parte nostra che da parte di Jorge ci sia la volontà di trovare il migliore compromesso possibile. La Ducati è la Ducati, la moto perfetta non esiste: si possono modificare certe sue caratteristiche ma non stravolgerla. Noi lavoreremo su determinati aspetti, poi è il pilota a dovere sfruttare i punti di forza e gestire quelli non all’altezza delle sue aspettative”.

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