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Agostini: la MotoGP è troppo sofisticata, conta più la moto

"Il pilota non può più fare la differenza come una volta. Dovizioso? Sarà in lotta per il titolo. Rossi? Nessuno può dirgli nulla sul suo futuro"

MotoGP: Agostini: la MotoGP è troppo sofisticata, conta più la moto


L’ultima a togliere il velo è stata la Ducati del team Pramac. Alla presentazione della GP18 con nuova livrea, insieme a Gigi Dall’Igna e Paolo Ciabatti, era presente anche Giacomo Agostini. Il quindici volte iridato ha parlato della prossima stagione della MotoGP, al via nel weekend, così come i favoriti per il titolo sottolineando i nomi di Marc Marquez e Andrea Dovizioso. Non poteva poi mancare un accenno al futuro di Rossi e all’arrivo dell’elettrica nel Motomondiale.

Le prove invernali hanno messo in mostra un Dovizioso ancora più contento – ha esordito Ago – è stato veloce in tutte le prove e su tutte le piste, di conseguenza mi aspetto un grande Campionato. Sarebbe bello rivedere dopo Agostini un pilota italiano vincente con in sella  a una moto italiana – ha aggiunto -  ovviamente non sarà semplice, perché  la Honda e la Yamaha saranno a duellare coi migliori”.

Una cosa è certa: il Dovizioso del 2017 non è stato certo un fuoco di paglia.

Dalle prove invernali abbiamo capito che non si tratta di uno spot – ha sottolineato il Campionissimo – Andrea ha fatto vedere di avere tutte le possibilità per combattere per il titolo”.

Anche noi come Agostini non vediamo l’ora che inizi il Mondiale. Già, perché i test hanno messo in mostra un grande equilibrio, tanto che Petrucci ha dichiarato di vedere addirittura dieci piloti in lotta per la vittoria in ogni GP.

“La tecnologia e l’elettronica hanno permesso di arrivare tutti allo stesso livello – ha sottolineato Agostini – basta infatti un piccolo dettaglio, come ad esempio una gomma, per negare a un pilota la vittoria. Questo significa che conta tanto il mezzo, perché nel caso in cui dovesse mancare qualcosa, il pilota non può più fare la differenza come una volta. Mi sembra che sia diventato tutto troppo sofisticato”.

Agostini non utilizza quindi troppi giri di parole, spostando poi l’attenzione sul favorito per la stagione.

Marquez è il campione in carica, di conseguenza è logico sia lui l’uomo da battere, anche se mi aspetto una grande lotta per la vittoria”.

Non manca poi una battuta su Rossi e il suo futuro.

“Lui ha voglia di continuare, c’è chi preferisce fermarsi prima e chi no – ha commentato Agostini – Valentino ha piacere di correre, si sente forte e quindi nessuno può dire nulla. Ognuno decide come meglio crede”.  

Ritornando al 2017, ci sono due piloti che hanno colpito il Campionissimo.

Lo scorso anno mi ha impressionato Dovi, ma anche Zarco – ha sottolineato – Johann non sarà nel team ufficiale, ma sta lottando con una grande moto con i migliori piloti e potrà diventare pericoloso”.

L’ultima battuta riguarda il debutto dell’elettrico nel Motomondiale.

“Sinceramente preferisco non parlarne – ha scherzato Ago - io sono nato col motore a scoppio, sentendo la musica. Anche Ferrari la pensava come me in un’intervista rilasciata anni fa. Arriverà una nuova generazione che non avrà sentito i rumori, ma andrà comunque bene così”.   

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