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Una cordata USA per Bimota, obiettivo? "La Pagani delle moto"

Della partita un fondo di investimento, pronto a rilevare l'azienda, e l'ex Direttore generale Piero Canale. Si attende la decisione del giudice 

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Nuove voci sul futuro della Bimota. Dopo la notizia riguardo un nuovo fallimento di cui abbiamo scritto qualche mese fa, a seguito di un articolo di Bruno de Prato pubblicato su CycleWorld, arriva ora la voce riportata da YesterBike.it che accende una nuova speranza riguardo le sorti del celebre marchio riminese.

Stando anche alle conferme da noi raccolte, c'è un fondo d'investimento USA interessato ad acquisire il marchio Bimota. A questo fondo è molto vicino, tra gli altri, anche l'ex direttore generale della stessa Bimota dal 2005 al 2012, Piero Canale.

Canale, che ha lasciato il marchio Bardahl circa tre mesi fa, è vicino al gruppo di finanziatori e tra i quali c'è un manager italiano, residente a Londra e grande appassionato di Bimota (oltre che amico dello stesso Canale), ed è interessato ad entrare nell'affaire acquisendo quote della factory con la cordata che di fatto diventerebbe italo-americana. 

"L'intenzione c'è - afferma deciso lo stesso Canale -  ed anche la cordata di imprenditori pronti a chiudere l'operazione, che potrebbe concludersi presto. Ma per trattare l'acquisizione dobbiamo attendere la conclusione del contenzioso tra l'ingegner Comini e gli imprenditori svizzeri Marco Chiancianesi e Daniele Longoni per stabilire la proprietà. Ma noi - specifica Canale - preferiremmo trattare con Comini, quello che era il legittimo proprietario. Lo valuto meglio come interlocutore."

Ma se il giudice dovesse dare ragione agli svizzeri?

"Comunque faremo la nostra proposta, ma dobbiamo valutare alcune situazioni, per prima cosa i debiti lasciati. Oltre a questo c'è da capire cosa andremo a comprare, dato che di fatto l'azienda è stata svuotata,  ma faremo comunque la nostra proposta di rilevare il marchio e ciò che ne è rimasto. "

Come immagina la Bimota del prossimo futuro, qualora dovesse tornare a fare moto?

"Vedo la Bimota come la Pagani delle moto: piccola serie, da 300 moto l'anno, con qualità artigianale. Io riproporrei la Tesi, acquistando componentistica da fornitori esteri, ma fermo restante che la vedo più come una icona del marchio. Andando sul pratico vedo un prodotto in linea con l'immagine Bimota: l'idea è quella di una moto sportiva con motore Kawasaki (quello della ZX-10RR), con componenti già pronti ed affidabili,  ma la ciclistica resterebbe Made in Italy."

Quale sarebbe la sfida maggiore, oltre l'esborso economico?

"Ci sarebbe un grande lavoro da fare. In primis rinnovare l'immagine del marchio che con la passata gestione ha subito qualche contraccolpo. Ricreare un customer service serio, dare immagine di affidabilità e qualità. Non sarà un lavoro facile, ma siamo pronti a partire.."

Per saperne di più sulla vicenda comunque si dovrà attendere la decisione del giudice riguardo la legittima proprietà del marchio della casa riminese. Fino alla sentenza quindi, tutto inevitabilmente rimarrà ancora fermo.

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