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MotoGP, Vinales e Marquez a un "passo" dalla sfida

L'ANALISI. I due spagnoli non sono solo i migliori solo nel giro veloce ma anche per il ritmo. Rossi e le Rosse all'inseguimento

MotoGP: Vinales e Marquez a un "passo" dalla sfida

Lo abbiamo ripetuto così tante volte che ormai sembra una filastrocca: l’unico giudice affidabile nel motociclismo è il cronometro. Vero, ma non basta, perché i dati che offre sono oggettivi ma bisogna anche saperli interpretare. Soprattutto nel caso dei test, come quelli appena terminati a Sepang, in cui ogni pilota programma il lavoro come meglio crede o come è necessario.

Nonostante tutto, i cronologici sono sempre un pezzo di carta molto interessante e dicono molto di più rispetto all’essenziale lista dei migliori tempi. Siamo andati a prendere quelli dell’ultimo giorno di prove in Malesia, quello in cui molti piloti non solo si sono sfidati sulla migliore prestazione, ma hanno anche voluto misurare il proprio ritmo.

In fondo all’articolo trovate i cronologici dei passi: in blu abbiamo evidenziato i giri in 2’00”, in rosso quelli in 1’59”.

VINALES, UN… PASSO AVANTI - Partiamo subito da una considerazione: il 1’59”368 di Vinales non è stato il risultato del classico giro a vita persa. Al contrario Maverick è stato l’unico a scendere con facilità sotto i 2 minuti, riuscendoci per ben 10 volte. A questo risultato, ha affiancato altri 20 giri nei 2’00”. Vero che non ha fatto una simulazione gara e neanche veri e propri long run, ma tenere un ritmo di riferimento per 4 o 5 tornare non è un problema.

Logicamente il primo confronto è con il compagno di squadra e Valentino non è stato altrettanto irresistibile: un unico giro in 1’59” e 17 in 2’00”. Sembra però che qualcosa sia andato storto nella simulazione di gara, che ha interrotto dopo 9 giri. Ufficialmente, Rossi ha dichiarato che è stata per una errata scelta di mescola al posteriore - la morbida - ma guardando i cronologici la spiegazione non convince del tutto. Anche pensando a una sbavatura al 4° giro (il 56° nel suo cronologico) i tempi sembrano troppo alti, soprattutto con una gomma soffice.

Per chiudere con Yamaha, abbiamo preso anche in esame il debuttante Zarco, una bella sorpresa di questi test. I cronologici mostrano un dato interessante: Johann riesce a essere giàcompetitivo sul giro secco, ma non in un long run di una decina di giri. Segno che le MotoGP sono moto tutto sommato “semplici” (il termine è usato in un significato molto relativo) da portare vicino ai propri limiti per un giro, ma molto impegnative per riuscire a sfruttarle con continuità.

MARQUEZ GETTA LA MASCHERA - In questi test si è parlato molto di Honda e delle sue difficoltà. Valentino, parlando di Marquez, martedì aveva avvertito: “secondo me si sta nascondendo”. I tempi realizzati dal campione del mondo mercoledì gli hanno dato ragione. Marc non ha fatto una simulazione gara, ma ha dimostrato grande facilità a tenere un bel passo (39 giri sugli 85 totali in 2’00”). A colpire è soprattutto l’ultima uscita di 11 giri in cui non è mai salito sopra i 2’00”500.

Meno convincente la prestazione di Pedrosa, soprattutto per quanto riguarda il passo, molto scontante. Un discorso simile si può fare per Crutchlow, l’inglese non va male nel giro veloce (è sceso sotto i 2 minuti 4 volte) ma non ha mostrato un gran ritmo.

DUCATI: BENE LORENZO… MA MEGLIO BAUTISTA - All fine dei test a Sepang Alvaro merita un applauso, ma i suoi risultati non devono stupire più di tanto. Come umilmente ha riconosciuto: “alla GP16 devo solo mettere benzina e aggiustare le sospensione, lo sviluppo è già stato fatto”. Però lo spagnolo del team Aspar la sta guidando molto bene e anche il ritmo che è riuscito a tenere è di tutto rispetto, con 25 giri in 2’00”.

Passiamo a Lorenzo, che è riuscito a trasformare in sogno un test nato come un incubo. Jorge è stato l’unico a portare a termine una simulazione di gara, sulla GP17 con le ultime evoluzioni. Ogni confronto sui tempi con gli avversari non avrebbe grande valore, ma è interessante notare come Jorge sia stato molto costante anche con la Ducati.

Dovizioso ha compiuto un lavoro diverso, sempre con uscite molto brevi ed è riuscito a stare nel 2’00” per 11 volte.

IANNONE HA RITMO - Terminiamo questa breve disamina con Iannone, velocissimo nel martedì. Mercoledì non ha tentato un attacco al cronometro, concentrandosi su altre prove, anche se due scivolate gli hanno fatto perdere un po’ di tempo. Andrea ha comunque dimostrato di trovarsi a suo agio sulla Suzuki e, alla sua ultima uscita di 7 giri per 6 ha girato nei 2’00”.

Queste le prime indicazioni offerte da Sepang, anche se ci sono tante incognite che possono avere influito sulle prestazione dei diversi piloti. Alcune risposte sono però già arrivare, per le altre dovremo aspettare Phillip Island fra un paio di settimane.

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