MotoGP, Bautista: la Ducati GP16? è 'facile', mi ricorda la Honda

Alvaro pronto alla nuova avventura in rosso: "la moto ha un gran potenziale, provare a stare nei primi 5 è un obiettivo realistico"

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Suzuki, Honda, Aprilia e ora Ducati, non si può dire che ad Alvaro Bautista i cambiamenti spaventino. L’anno scorso - soprattutto nella parte finale della stagione - lo spagnolo non ha per niente sfigurato con la moto di Noale, ma le loro strade si sono divise.

Ora lo aspetta una nuova sfida, con il team Aspar e un’altra moto italiana, la Desmosedici. La Rossa bolognese aveva fama di toro imbizzarrito, ma dopo la cura Dall’Igna le cose sono cambiate e la conferma viene da Alvaro.

La prima volta che ho provato la Ducati GP16 l’ho trovata facile, tra virgolette, da manovrare rispetto alle altre MotoGP che ho guidato. Mi piace molto il carattere del motore, è molto dolce, come mi piace l’elettronica. Penso che sia una moto con molto potenziale” il suo giudizio.

La D16 è diversa dalle rivali, ma in cosa?
È difficile fare confronti con altre moto perché i miei riferimenti sono cambiati negli anni man mano che acquistavo esperienza. Sulla Suzuki ho imparato molto sulla MotoGP ma aveva un carattere diverso. Penso che la Honda le sia più simile ma il telaio Ducati si manovra meglio ed è più leggero, mi piace di più. Per me, fra tutte le moto che ho guidato, la Ducati è ben bilanciata.

Dovrai cambiare molto il tuo stile di guida per adattarti?
È difficile dirlo in questo momento, ho bisogno di più chilometri. Nei test ho imparato qualcosa di nuovo ogni volta, ho migliorato e alzato l’asticella. Non so ancora dove avrò bisogno di migliorare o dove sono già al limite”.

Cosa ti aspetti dal 2017?
Spero che possa divertirmi guidando la moto e correndo. Spero di essere in grado di dare tutto come pilota e prendere il massimo da ogni circostanza. Non penso ai risultati, perché so che se riuscirò a tirare fuori il 100% dalla moto e a divertirmi arriveranno”.

Ha finito l’anno in crescendo, potrai continuare la tua progressione già in Qatar?
Penso che il 2016 sia stata una stagione di crescita costante, la moto era arrivata in tempo per la prima gara e più ci abbiamo lavorato sopra più è migliorata, il che mi ha consentito di ottenere dei risultati. Quest’anno la moto è già pronta, non dovremo svilupparla e questo renderà le cose più semplici, potremo concentrarci solo su setup e gomme. Sono fiducioso di potere ottenere risultati migliori di quelli con cui ho finito lo scorso anno”.

Puoi fare un pronostico su questa stagione?
Sarà una stagione divertente, con tanti cambi di moto fra i piloti. Per me lottare nella Top 5 sarebbe un buon risultato, sarà difficile ma penso che sia un obiettivo realistico”.

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