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SBK, Jerez: vince Rea, ma che sfortuna Melandri

Panigale che si ammutolisce a 4 giri da termine e nega una vittoria quasi certa. Sul podio Chaz Davies davanti a Tom Sykes  

SBK: Jerez: vince Rea, ma che sfortuna Melandri

Sentiva che oggi era la sua giornata. Marco Melandri era in testa con un secondo di margine, lottando per tenere a debita distanza un Jonathan Rea che non ne voleva sapere di lasciarsi sfuggire ancora una volta la vittoria a Jerez. Il Campione del Mondo le stava provando tutte per recuperare terreno, ma la Ducati numero 33 piazzava un giro record (1.40"938) a 4 giri dal termine,  che aveva tutto l'aspetto di un segnale forte su quale dovesse essere il finale di gara. Un finale che sembrava già scritto, e che invece ha regalato la beffa al ravennate. Subito dopo aver fatto registrare il primato della corsa la Panigale si ammutolisce e per Marco, quella che poteva essere la gara del riscatto si è trasformata in una amara beffa. Tanta amarezza per un mesto ritorno ai box e nelle sue parole di fine gara: "La moto funzionava bene, qui eravamo a posto. Sono partito calmo, ma cercavo di controllare nonostante non fosse facile. Purtroppo la moto mi ha tradito, peccato" la delusione dipinta sul volto ma c'è l'occasione per rifarsi: "Domani sappiamo che possiamo essere competitivi, e partiremo con ancora più rabbia. Mi spiace per i ragazzi del team, oggi sarebbe stata una bella vittoria".

La delusione di Marco diventa gioia sul volto di Jonathan Rea che sfata il tabù di Jerez portando a casa la sua prima vittoria su questo tracciato. Una gara, quella di Johnny, spesa alla rincorsa di Melandri quando, al sesto passaggio, è arrivato l'attacco del ducatista che ha subito tentato l'allungo. La rincorsa , il balletto dei tempi – ora a favore dell'uno ora dell'altro- e poi il clamoroso epilogo. Johnny si gusta il trionfo con un podio che vede secondo Chaz Davies, che recupera prove difficili con una grande partenza ed una bella prestazione, che gli consente di avere la meglio di Tom Sykes, terzo, suo diretto rivale per la seconda piazza in campionato.

LA GARA- Sospesa dopo una giro per la doppia caduta di Raffaele De Rosa e Ayrton Badovini (con quest'ultimo al centro medico con clavicola rotta e trauma cranico), la gara è stata accorciata di 1 giro. Prime e seconda partenza quasi in fotocopia con Melandri scattato bene dalla pole e Rea subito di fianco. Alla prima staccata il primo è Rea seguito da Melandri, Sykes e da un Chaz Davies lesto al via dalla ottava casella e subito vicino ai primi. Poche tornate e si intuisce che per Jonathan Rea non è facile fuggire, con la Ducati 33 subito a tallonare. Marco è più veloce in molti tratti della pista e questa sensazione trova la conferma con l'attacco che arriva al sesto passaggio. Rea non può fare molto e si accoda. Melandri tenta lo strappo davanti mentre alle sue spalle è Davies stavolta a superare la Kawasaki numero 1. Ma Johnny non ci sta e risponde al tornantino prima del traguardo. La gara è un testa a testa a distanza di poco più di un secondo a colpi di record tra Melandri e Rea. Poi l'epilogo sul finale con Marco che schiuma rabbia nella via di fuga per una Panigale in panne. Rea ha strada libera e porta a casa il suo primo successo a Jerez. Davies chiude secondo e recupera terreno su Sykes arrivato terzo. Giù dal podio le Yamaha di Alex Lowes e Michael VD Mark, ed a scalare la Kawasaki di un ottimo Sylvain Guintoli al rientro con Puccetti e la Kawasaki. Seguono le Aprilia di Lorenzo Savadori e Eugene Laverty. Chiudono la top ten la Ducati di Xavi Fores e la Kawasaki Go Eleven di Roman Ramos. Mesto ritiro per Davide Giugliano che chiude una gara passata ad annaspare nelle retrovie con una Honda decisamente lontana dal suo blasone.

 

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