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MotoGP, GP Motegi: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Dovizioso e Marquez mischiano all'acqua emozioni e adrenalina. Grande Italia in Moto3, Lorenzo e Yamaha dietro la lavagna

MotoGP: GP Motegi: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Non tutte le vittorie sono uguali. Conquistarne una in casa del nemico, battendolo nella sua specialità preferita e prendendogli punti importanti non ha prezzo, per tutto il resto c’è la vostra carta di credito preferita. Andrea Dovizioso ha sbancato ed emozionato, ma le lotte, come i bambini, si fanno in due e Marquez non è stato da meno.

Tanto clamore mette in ombra Petrucci, autore di una bellissima gara e con un altro podio nel cassetto. Brave anche le piccole pesti della Moto3, con la tripletta Fenati-Antonelli-Bezzecchi.

C’è anche chi preferisce che non si accendano i riflettori su di lui. Come Lorenzo, per lui tante speranze e niente di fatto. Oppure i due uomini in blu, Valentino caduto e Vinales che ha detto addio al campionato. Per loro è meglio pensare a Phillip Island.

IL BELLO – Un abbraccio nel parc fermé è l’immagine forse più bella del GP di Motegi. Più bella di una lotta che ha tolto fiato e aggiunto qualche capello bianco a ogni sorpasso, in una gara offshore su moto che hanno più cavalli di quanti se ne vedano in un film western. Andrea Dovizioso e Marc Marquez non si sono risparmiati, hanno mischiato sudore e adrenalina all’acqua ed è venuto fuori un cocktail esplosivo. Solo per stomaci forti.

IL BRUTTO –  Ha dato la colpa alle gomme, ma con la stessa scelta il Dovi ha vinto. La spallata ricevuto da Zarco, sembra avere più influito sulla testa che sul fisico di Lorenzo che tutti, lui per primo, attendevano a Motegi. Invece il GP del Giappone gli è rimasto sullo stomaco come un maki sushi fatto con pesce avariato. Ha qualche giorno per digerire.

IL CATTIVO – Questo è un vero giallo con al centro il pilota più giallo che ci sia. Valentino sostiene che la Michelin abbia cambiato la costruzione della gomma posteriore, i francesi negano fermamente. L’unica sicurezza è che la Yamaha è riuscita a riscrivere al contrario una delle più famose favole trasformandosi da cigno a brutto anatroccolo. Chi avrà ragione? L’ispettore Clouseau è sulle tracce del colpevole.

LA DELUSIONE – Al suo primo match point Joan Mir ha buttato la palla fuori dal campo, anzi non l’ha neanche toccata. L’emozione fa brutti scherzi ma per fortuna lo spagnolo ha costruito punto dopo punto una fortezza difficilmente espugnabile. Ci vuole solo calma e sangue freddo, l’Australia può essere un bel posto per festeggiare.

LA CONFERMA  – La trasformazione di Romano Fenati in una carpa koi è ormai ultimata. In passato l’ascolano sembrava un cane idrofobo quando c’era da montare le gomme rain, a Misano e Motegi è stato semplicemente impeccabile. Ha potuto festeggiare con due italiani, Bezzecchi, di cui parliamo altrove, e Antonelli, che ha ritrovato il sorriso sotto il cielo grigio. Tre è il numero perfetto, diceva quel tale.

L’ERRORE – Quando una farfalla sbatte le ali Tokyo, a San Francisco si scatena un uragano. Quando ci si dimentica di stringere correttamente il tappo dell’olio su una Moto3 a Motegi, i ritardi del GP del Giappone sono tremendi, con tanta di sforbiciata per le gare di Moto3 e Moto2 di qualche giro. Per Migno la giornata non poteva iniziare peggio, anzi no, i suoi meccanici ci sono riusciti.

LA SORPRESA  – La prima volta non si scorda mai e Bezzecchi e Vierge avranno tatuato nella memoria il GP del Giappone. Primo podio per entrambi, in Moto3 e Moto2, e con due moto, Mahindra e Tech3, che non sono esattamente il riferimento nelle rispettive categorie. La pioggia ha aiutato, ma la differenza l’hanno fatta loro.

IL SORPASSO – Troppo scontato tornare sul confronto Dovi-Marquez, quindi scegliamo Iannone che ha avuto ragione del compagno di squadra Rins all’ultimo giro. Una boccata di ossigeno per entrambi e la Suzuki che stavano per battere il record di apnea.

LA CURIOSITA’ – A Motegi è stato assegnato il primo titolo, quello di debuttante dell’anno in Moto2. È andato a Francesco Bagnaia, che dopo essersi perso in qualifica si è ritrovato in gara fino a chiudere ai piedi del podio.

IO L’AVEVO DETTO – Marquez venerdì era sicuro: “se si corresse domani, vincerebbe Lorenzo”. Ma, come al solito, la gara è stata domenica ed è andata come è andata.

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