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Cairoli nella storia: spero di superare i 9 titoli di Rossi

In Olanda il pilota siciliano si laurea Campione del Mondo per la nona volta e ora mette nel mirino il record di Stefan Everts

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Ha curato tutto in ogni minimo dettaglio, scegliendo lo scenario ideale, Assen, la pista ricavata all’interno dell’Università del Motociclismo. Una cornice perfetta per conquistare il nono titolo Mondiale ed entrare ancora una volta nella storia.

Sfumato il primo match ball a Jacksonville, a Tony Cairoli bastava un quindicesimo posto in Olanda, ma lui non ha minimamente pensato a fare calcoli, scendendo in pista col coltello tra i denti e archiviando Gara 1 al secondo posto, alle spalle di Jeffrey Herlings:  “Fin da venerdì ho cercato di rimanere tranquillo – ha esordito l’alfiere KTM – nella prima manche volevo vincere, però festeggiare il titolo salendo sul podio è un qualcosa di magico”. Il siciliano raggiunge ad Assen lo stesso bottino iridato di Valentino Rossi, sul tracciato dove il Dottore ha colto l'ultimo successo nella classe regina, come se fosse un segno del destino: "Vale è una leggenda dello sport - ha sottolineato Tony - in Italia ha fatto la storia del motociclismo ed eguagliarlo è una sensazione fantastica. Adesso spero però di passarlo - ha avvisato - anche se mi dispiace tanto per il brutto infortunio che gli è accaduto in allenamento”.

Insomma, il nove volte iridato non ha la minima intenzione di fermarsi. E pensare che dopo due anni di digiuno, complice anche gli infortuni che l’hanno condizionato, c'era chi iniziava a nutrire diversi dubbi riguardo la sua competitività. Anche lui come Rossi ha dovuto poi fare i conti con le nuove leve.  Se sulla strada del Dottore sono comparsi i vari Marquez, Stoner e Lorenzo, il siciliano si è trovato di mezzo Romain Febvre e Tim Gajser, che hanno tentato in ogni modo di offuscare la stella del 222. Antonio però non ha mai pensato di gettare la spugna e allora eccolo nuovamente lì, sul tetto del mondo all’età di 31 anni: "Il 2015 e il 2016 si è rivelato un momento complicato della mia carriera - ha ricordato - ero però consapevole di quale fosse il mio valore e allo stesso tempo convinto che con il lavoro sarei tornato tra i migliori. Dovevo soltanto recuperare il mio stato di forma ideale - ha aggiunto - i risultati poi mi hanno dato ragione".

La sua mente è già rivolta al futuro, perché c'è un nuovo obiettivo da rincorrere, ovvero il decimo Mondiale, proprio come Valentino Rossi, le cui speranze attuali sono ridotte all’osso in seguito alla frattura di tibia e perone in allenamento. Una missione speciale che unisce però il 46 e il 222, il primo a caccia di quel titolo che manca dal 2009, il secondo invece per entrare nella storia ed eguagliare il record di Stefan Everts, il più iridato di sempre nella storia del Motocross: "A dire la verità non ci penso mai - ha concluso il portacolori KTM - ogni volta che salgo in moto cerco semplicemente di crescere e migliorarmi , senza avere rimpianti. Il 2018 è ancora lontano e adesso voglio soltanto godermi questo momento".

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