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SBK, SS600: pole di Morais in Germania, 2° Caricasulo

Il sudafricano partirà domani dal palo con la nuova R6, a fianco del ravennate e di Tuuli. Prima fila tutta Yamaha, 5° ed in ritardo Sofuoglu

SBK: SS600: pole di Morais in Germania, 2° Caricasulo

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Una delle caratteristiche di guida del sudafricano Sheridan Morais è quella di staccare forte con entrambe le gambe svolazzanti in aria, come se fossero due flap: miglior tempo per il pilota del team di Mika Kallio, in 1’41”534, che in Germania ha dotato i suoi piloti della nuova Yamaha R6 versione 2017, ben preparata anche a livello motoristico, con oltre 140 cavalli alla ruota: “penso che in gara saremo tutti vicini -dichiara nel parco chiuso Sheridan- sono contento e mi darò da fare per stare ancora davanti a tutti”.

Dopo Morais, bel secondo tempo per Federico Caricasulo, sempre su R6, quella del team GRT di Mirko Giansanti, ex stella del Mondiale 125 Grand Prix. Il distacco di “Carica” dal sudafricano è di 65 millesimi: “forse ho fatto un errore nell’ultimo settore -ammette Federico- ma ero davvero al limite. La R6 inizia ad andare bene ma domani ci saranno anche MV e Kawasaki a dare fastidico”.

Intanto, però, la Yamaha monopolizza la prima fila, con il terzo tempo del finlandese Niki Tuuli, che conosce bene il Lausitzring: “qui ho la moto nuova e sono dispiaciuto per il terzo posto -voleva di più il finlandese- ma domani proverò a fare meglio di oggi”.

Quarto tempo per il francese Julies Cluzel sulla Honda CBR del team CIA Landlord, quinto sorprendente e deludente (rispetto al solito) crono per il turco e campione in carica Kenan Sofuoglu, sulla ZX6R del team Puccetti rinnovata dal punto di vista aerodinamico. Chiude la seconda fila Lucas Mahias, sempre spettacolare con la R6 GRT.

Dopo il britannico Stapleford -settimo su Triumph 675-  ecco Lorenzo Zanetti sulla MV 675 del team Factory Vamag, insieme per la prima uscita ufficiale del campionato; nono crono per Kyle Smith e decimo per l’estone Soomer, pilota del team WIL Motosport. Tredicesimo tempo per il numero 13 australiano Anthony West, sempre focosissimo ed irruento, stranamente in difficoltà l’americano Patrick Jacobsen, che ha concluso il turno in quattordicesima posizione.

Dopo il rientrante svedese Bergman su CBR, Alessandro Zaccone su MV Agusta; diciottesimo tempo per Canducci, prima dell’olandese Robert Hartog, nipote dell’ex pilota classe 500 Wil; ventiduesimo Gamarino, ventitreesimo Baldolini, al rientro dopo l’infortunio di Misano, chiude la lista Giuseppe Scarcella che, leggendolo così, parrebbe un pilota italiano… invece, il portacolori del team Honda Lorini è australiano.

Il momento più spettacolare lo ha offerto il britannico Stefan Hill che, caduto durante la Superpole 1, ha visto andare in fiamme la sua Triumph, rotolante nel prato tedesco. Stefan, dopo qualche imprecazione e diverse capriole in terra, ha raggiunto la sua moto, ha spento il fuoco con le mani e le ha rifilato anche un bel calcio: amore ed odio allo stesso tempo. 

 

 

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