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MotoGP, Pernat: Yamaha, Ducati, Honda, Suzuki, quanti errori nel 2017

Dal telaio della M1 passando per Lorenzo in Rosso fino ad arrivare alle difficoltà della GSX-RR, ecco tutti gli sbagli delle Case 

MotoGP: Pernat: Yamaha, Ducati, Honda, Suzuki, quanti errori nel 2017

Kaiser Marquez non si è risparmiato nemmeno questa volta, centrando l’ottavo successo consecutivo in Sassonia. Al Sachsenring lo spagnolo ha vinto la gara ottenendo allo stesso tempo la vetta del Mondiale. Domenica in salita invece per Yamaha, che si è dovuta consolare con il secondo posto di Jonas Folger. È andata addirittura peggio alla Ducati, con Dovizioso preceduto da Bautista.

Ecco quanto accaduto al Gran Premio di Germania secondo l’occhio attento del nostro Carlo Pernat.

“Questa volta vado controcorrente, parlando del festival degli errori. Il primo è quello della Yamaha nel non aver dato ascolto a Valentino riguardo il telaio – ha analizzato - in questa prima parte di stagione abbiamo visto piloti come Zarco e Folger precedere gli ufficiali, togliendo punti importanti. Il secondo riguarda invece Ducati – ha aggiunto – in Germania la moto 2016 di Bautista è arrivata davanti a quella del Dovi. C’è poi un altro errore - ha proseguito - che potrebbe essere la scelta di Lorenzo, una decisione che potrebbe minare l’ambiente sul lungo periodo”.

L’innesto in squadra di Lorenzo ha però fortificato Dovizioso, adesso è lui la  prima guida e ha tutte le carte per giocarsi il titolo Mondiale”. Nella sua analisi Pernat non risparmia nemmeno la Honda:Ha fatto una moto su misura per Marquez, sacrificando gli altri piloti. Ovviamente lunga vita a Marc, l’unico in grado di guidarla con il suo stile”.

All’appello non manca la Suzuki: “Il progetto 2017 si è basato su un motore che aveva qualche problema – ha ricordato -adesso bisogna concentrarsi sul 2018, nonostante sia inevitabile vedere qualche difficolt da parte dei piloti”. Infine Aprilia:Si sta mangiando le mani per aver lasciato andare via Bautista, preferendo Sam Lowes, nel momento in cui Alvaro poteva essere il pilota ideale per lo sviluppo della moto”.  

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