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Ad Assen le MotoGP 'prendono la paga' dalle SBK

L'ANALISI - I prototipi più lenti o poco più veloci delle derivate di serie. Cosa sta succedendo alla massima categoria del motociclismo?

MotoGP: Ad Assen le MotoGP 'prendono la paga' dalle SBK

di Silvano Di Giovanni


1’34”617 e 1’34”880. Sono i due giri più veloci di Assen 2017, ma  Il primo è della MotoGP, Scott Redding con la Ducati, il secondo della Superbike, Jonathan Rea con la Kawasaki.  Bene, dietro questi due numeri e dietro i molti altri che si ricavano mettendo a confronto le due categorie, c’è qualcosa che fa comprendere come la gara di Assen, al di la del risultato sportivo, obblighi a una lettura più approfondita e circostanziata del risultato.

E soprattutto è il segno che in MotoGP basta ormai un niente, un turno di prove che salta, perché tutto si rimescoli, con l’impressione che sia difficile per tutti afferrare il bandolo della matassa. Il risultato finale di Assen, a nostro giudizio, offre quindi una lettura parziale di quella che è la situazione nella classe regina, soprattutto se riferita all'effettiva competitività delle moto.

Il migliore tempo sul giro non è stato mai così vicino fra le due categorie (a parte rarissime eccezioni vent’anni fa). Le prestazioni delle SBK di Aprile sono in questo caso troppo vicine, quasi sovrapponibili, a quella delle MotoGP. Non va dimenticato che per le SBK parliamo di moto comunque derivate dalla serie, che pesano almeno 5 kg in più, freni in acciaio non in carbonio, elettronica meno evoluta e pneumatici non così estremi.

Si potrebbe obiettare che in MotoGP le prove sono state disastrate dalla pioggia. Vero, ma se andiamo a vedere i tempi di venerdì sull’asciutto, quando non si ricerca ancora la singola performance sul giro, notiamo che Vinales aveva già spiccato nelle FP2 un eccellente 1’33”130, preludio a tempi sul 1’32”, forse basso, al termine delle qualifiche. Normalmente, infatti, fra il venerdì e il sabato si tira giù quasi 1 secondo. Ora, il passo di gara a pista asciutta è salito sul 1’35”, molto, troppo alto rispetto anche alle prove di venerdì. Un passo solo un filo più veloce di quello delle Superbike, il che suggerisce una estrema difficoltà di messa a punto con le Michelin, dove un’inezia può combinare un disastro. E’ evidente che qualche cosa non funziona ancora a dovere. Ci sembra che sotto il profilo delle performance complessive siamo in confusione, con le carte che si rimescolano gara dopo gara.

Per una comparazione corretta (Race 1 per la SBK) partiamo dalle condizioni meteo. In SBK 10° di temperatura , asfalto a 18° e umidità al 54%. In MotoGP 18°, 25° e 76%, quindi siamo di fronte ad un confronto del tutto congruo.

Il tempo totale di gara dei primi 17 giri per entrambe le categorie (prima cioè dell’inizio della spruzzata di pioggia in GP) è stato per Rossi  27’00”8, con 12 secondi di esiguo vantaggio su Rea (27’12”4). Di fatto Rea sarebbe stato a quel punto dodicesimo in gara, davanti a Iannone.
Gli altri dati. Il primo giro vede le SBK più veloci delle MotoGP: Davies lo termina in uno strepitoso 1’39”890 contro 1’40”189 di Zarco. I primi 5 giri lanciati: Rea 7’56”76, Zarco 7’54”44. Solo 2 secondi e spiccioli di differenza. Dovizioso era a 7’56”12. Di fatto avremmo visto Rea attaccato alla coda di Dovizioso e Davies dietro a soli 2 decimi.

Ma la cosa più sconcertante sono gli intertempi.

- 1° settore. A parte Dovizioso in 31”093, Davies legna tutti con un 31”137 e Rea con 31”213 si permette di dare 1 decimo a Petrucci.

- 2° settore. Dovizioso 14”009 e Zarco 14”036, ma Sykes segna un eccellente 14”056, più veloce di Rossi. Da ricordare che il 2° settore è quello dove c’è la velocità massima, dove la  Ducati  di Dovizioso viaggia a  312,1 kmh, Zarco a 307,4 e Rossi a 306,2. Sykes è solo a 292,8 e addirittura Davies 286,9. Insomma, parliamo di differenze di almeno 15-20 kmh, non bruscolini. Sono dati che meritano una riflessione e non da poco.

- 3° settore, e qui la sorpresa, Davies con la Panigale stampa uno strepitoso  27”480, è il più veloce delle due categorie (Zarco 27,503). Rea è a 27”587, una incollatura da Rossi 27”529.

- Per chiudere il 4° settore, veloce, dove solo Petrucci (21”637) e Marquez (21”694) svettano sulla SBK di Sykes (21,822).

Alla fine viene da chiedersi: le MotoGP sono più leggere, più potenti, frenano meglio, accelerano meglio, sono più veloci, la velocità di percorrenza a centro curva è superiore, le geometrie sono da vera moto  da corsa, i pneumatici sono più performanti, e anche i piloti, almeno quelli da prima/seconda fila sono o superiori. E allora ? Come è possibile che in certi tratti addirittura siano state più lente (vedi proprio il pezzo veloce) delle SBK? E’ sufficiente dire che hanno provato poco? Fosse così dovremmo tutti chiederci dove sta andando la categoria...

Aggiungiamo un’ultima nota citando l’opinione di Vittoriano Guareschi su Motosprint, anche l’ex team manager si è accorto che qualcosa non quadra. “Di sicuro le moto di serie sono cresciute molto, ma se si guardano i tempi dell’attuale MotoGP si scopre che si sta andando piano. Mi sembra quasi che le Case non riescano a fare tutto ciò che sarebbe nelle loro possibilità. E i piloti non sembrano guidare con lo stesso tipo di rendimento. Fino a poco tempo fa erano pochi quelli che potevano sfruttare pienamente una MotoGP. Questo faceva la differenza. Quindi è difficile giudicare moto e piloti, in questo periodo”.

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