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MotoGP, Lorenzo: non dobbiamo essere catastrofici

Lo spagnolo rimane motivato: "Venivamo da alcune gare positive, qui non abbiamo fatto progressi. Nelle condizioni di oggi non riesco a essere veloce"

MotoGP: Lorenzo: non dobbiamo essere catastrofici

Il weekend olandese di Jorge Lorenzo non ha quasi mai vissuto momenti di gloria, ed anche la gara per il maiorchino è stata tutt’altro che soddisfacente; tutto ciò aldilà della 15cesima posizione finale, frutto dell’azzardo tentato con il passaggio alle gomme rain negli ultimi passaggi.

“Non sono stato molto veloce in generale - apre Jorge - ma nella prima parte di gara sono stato consistente, recuperando posizioni e guadagnando sul gruppo che mi precedeva. Con l’arrivo della pioggia però il mio passo si è notevolmente alzato, avendo diversi problemi sia sull’anteriore che sul posteriore, così non avendo nulla da perdere ho tentato il cambio moto. La pioggia però si è attenuata, così mi sono dovuto accontentare; purtroppo in queste condizioni di meteo variabile non sono riuscito ad essere veloce. E’ stata una gara difficile come quelle del 2014 e del 2016”.

Tutto questo nonostante nella mattinata qualche piccolo passo avanti ci sia stato: “Questa mattina abbiamo fatto alcune modifiche di assetto, per trovare maggiore stabilità nelle curve veloci, e siamo leggermente migliorati. Questo lo avvertito anche in gara, ma erano comunque rimasti dei punti dove soffrivo tanto, ad esempio la curva due o quella prima dell’ultima esse. Durante il weekend siamo progrediti solo in alcune parti”.

Lo sconforto potrebbe giocare brutti scherzi all’ambiente ed a Jorge stesso, ma lo spagnolo sottolinea una cosa.

“Sembra che viviamo giorno per giorno, ma non dobbiamo dimenticarci che venivamo da una grande gara dove avevamo ottenuto la seconda posizione in qualifica e la quarta in gara, mentre oggi appare tutto come un disastro. Non dobbiamo essere catastrofici, anche se le cose qui non sono andate bene e siamo riusciti a fare pochi chilometri sull’asciutto per progredire. Nelle ultime gare siamo migliorati, quindi credo che potremo fare lo stesso anche al Sachsenring; non siamo così indietro da non poter pensare una cosa simile”.

Il lavoro di Jorge è lungo e complicato, e sicuramente non è agevolato dai grandi risultati ottenuti da Dovizioso e Petrucci, o forse sì: “I risultati dimostrano l’altro valore della moto, e si possono fare podi e vittorie. Io devo conoscere la moto e riuscire a trovare un assetto con cui essere anche io veloce. Dobbiamo considerare questa giornata storta soltanto una parentesi”. 

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