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SBK, È crisi di iscritti: dobbiamo seguire l’esempio della MotoGP

Parlano Ernesto Marinelli (Ducati), Guim Roda (Kawasaki), Pieter Breddels (Honda) e Andrea Dosoli (Yamaha)

SBK: È crisi di iscritti: dobbiamo seguire l’esempio della MotoGP

La tappa del Mondiale Superbike non ha deluso quelle che erano le aspettative. In pista erano 21 i piloti a prendere parte alla bagarre. Un numero che, senza troppi giri di parole, può sembrare esiguo se confrontato ai 25 di cinque edizioni fa. Inutile fare poi un parallelo con il 2001, addirittura trenta sulla griglia. Lo sappiamo bene, erano altri tempi e non c’erano le difficoltà economiche attuali.

Di certo sarebbe interessante rivedere una griglia più corposa. La Superbike lo meriterebbe, il suo pubblico ancora di più. Abbiamo cercato di trovare una soluzione all’interrogativo, parlando con alcuni tra i protagonisti del paddock.

Ernesto Marinelli è stato ben chiaro: “Penso sia un aspetto su cui riflettere per il futuro. Di sicuro la Superbike non ha bisogno di una griglia con 30 piloti – ha svelato - sarebbe eccessivo e pericoloso vista la potenza delle moto, ovviamente 21 è un numero basso e dispiace per i tanti appassionati. La soluzione sarebbe quella di incentivare la crescita dei team satellite – ha commentato il responsabile del progetto SBK Ducati -  dato che al momento è presente un numero residuo nel Campionato. Credo sia quella la strada da seguire per le prossime stagioni”.    

Anche Guim Roda è intervenuto sull'argomento:Penso che oggi il limite giusto sarebbe quello di 24 piloti, non di più – ha avvisato il team manager Kawasaki - è un discorso innanzitutto di sicurezza, perché qua ci troviamo di fronte e moto con 220 cavalli e il rischio aumenterebbe. Mancano ancora tre piloti e tocca a Dorna trovare una soluzione – ha aggiunto - bisogna lavorare innanzitutto sull’immagine del Campionato e cercare di aiutare le squadre dal punto di vista economico. Ogni Team Factory dovrebbe avere minimo quattro moto satelliti – ha svelato - più o meno come funziona nel MotoGP. Sarebbe un primo passo”.  

Insomma, Kawasaki e Ducati mostrano lo stesso punto di vista nelle idee, mentre Pieter Breddels di Honda aggiunge qualcosa in più:È davvero strano, perché ci sono tante Case iscritte al Campionato – ha dichiarato - magari bisogna aprire maggiormente le possibilità ai team che corrono nella Stock, ma anche alcune modifiche nei regolamenti, confrontandoci con Dorna”.

Telegrafico invece con Andrea Dosoli: “Sono d’accordo che 21 sia un numero basso, bisogna confrontarsi con Dorna. Al momento non so quale sia una possibile soluzione”.

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