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Moto3, Biaggi: il team? Rossi più bravo, è partito prima

Max scherza sulla rivalità con Valentino, poi rivela: "ho detto no a Ducati per questa squadra e nel 2018 saliremo al Mondiale"

Biaggi: il team? Rossi più bravo, è partito prima

Max Biaggi sembra già trovarsi alla perfezione nei suoi nuovi panni di proprietario di un team. La nuova avventura lo affascina, ne parla con trasporto, ed è impossibile non pensare che non punti al massimo. L’inizio è nel CIV, ma è solo un trampolino di lancio verso ben altri lidi.

La cosa strana è non pensarlo più come pilota, lui che ha vinto l’ultimo Mondiale a 41 anni e che solo due anni fa in qualche apparizione sull’Aprilia SBK non ha per nulla sfigurata.

L’anno scorso ho ancora fatto delle gare da 44enne e, dopo vent’anni da pilota professionista, ora voglio pensare in grande e non lavorare con un team ma avere un mio team”, spiega.

Si era parlato molto di te al fianco di Lorenzo o con Aprilia in SBK…
Avevo questa possibilità con Ducati, ma sarei dovuto andare in un contesto che già esiste, con le proprie regole e i propri equilibri. Preferisco avere un team nuovo di pacca, essere il proprietario anche partendo modestamente. E’ un work in progress per dare una possibilità a giovani talenti che magari non l’hanno ancora avuta o non erano pronti quando si è presentata. Mi rivedo in qualche modo in loro”.

Come è nata la collaborazione con Mahindra?
Ci siamo cercati a vicenda, io avevo l’ambizione di fare un team e loro cercavano una persona che potesse dare un valore aggiunto al loro progetto, diciamo un volto. Così è nato tutto, partiamo dal campionato nazionale ma l’ambizione è andare nel Mondiale”.

Quando?
Nel 2018 vogliamo già essere lì, ma ho voluto evitare passi falsi e procedere per gradi”.

Perché il CIV, quando tutti puntano al CEV, al Mondiale Junior?
E’ un campionato più competitivo, ma io sono italiano, era più semplice per me rimanere ‘in zona’. Quando vai in Spagna sei in un contesto diverso, non sei a casa tua, ed è tutto più complicato. Sarà una partenza più semplice, forse in un campionato meno competitivo, ma abbiamo scelto di fare anche 4 gare nel CEV, per velocizzare le pratiche”.

E farai test anche sulle piste spagnole...
Non voglio badare troppo ai costi, se in Spagna ci sono condizioni climatiche più favorevoli andremo là a girare. Può sembrare un controsenso, perché è una grossa spesa e nessuno di quelli che corrono nel CIV lo fa, ma vogliamo dare ai nostri piloti tutto quello che serve”.

Hai parlato del Mondiale nel 2018, ma vedi già anche la Moto2 e la MotoGP?
L’ambizione è un conto, ma essere poco realista non è una mia caratteristica (ride) Siamo certamente sovrastrutturati per il CIV ma perché vogliamo andare nel Mondiale”.

Dove incontrerai il tuo grande avversario Valentino, che ha anche lui una squadra…
Anche qui è stato più bravo lui, perché è partito prima e non è stata una falsa partenza (ride). Penso che questo sia un progetto più singolare, perché vogliamo dare il massimo a due persone, tutto quello che serve per renderli due piloti professionisti”.

Ti vedi già nel ruolo di maestro?
Sono stato a dei test con loro, in quelle giornate il mio ruolo era di parlare con i piloti e poi riferire ai tecnici i loro problemi sulla moto, interpretare quello che volevano. Poi avrò un altro ruolo, quello di prepararli, dare loro dei suggerimenti, delle dritte. Vorrei trasferirgli la mia esperienza in modo che possano sbagliare meno”.

C’è già l’idea di una vera e propria scuola nel futuro?
Non proprio, se riusciremo ad andare nel Mondiale ci sdoppieremo per il CIV. Si passerà dal campionato nazionale per andare nel Mondiale”.

Come hai scelto Del Bianco e Baldini?
Alessandro l’ho conosciuto in una gara di Supermotard e poi sono sono andato vederlo in una gara al Mugello. Davide invece non lo conoscevo, ma andai a una gara del CIV e vidi che andava fortissimo sul bagnato”.

La squadra sarà il tuo unico impegno nel 2017?
No, perché continuerò a fare il commentatore tecnico per tutte le gare SBK su Mediaset.

Cosa pensi allora del nuovo regolamento, con l’inversione parziale dello schieramento?
Da pilota la trovo una regola rognosa, ma da spettatore è una figata. Si inserisce una variante”.

Rea sarà senza rivali?
Assolutamente no, vedo un Davies in grande spolvero con la Ducati che da metà campionato in poi è diventata la moto migliore. Sarà la moto da battere, anche perché il regolamento le dà una piccola mano. Melandri avrà una grande occasione, d’oro, vedremo se la sfrutterà.

Passiamo ora alla MotoGP, hai parlato con Jorge dopo i test con la Ducati?
Sì, l’ho trovato carico a molla, è molto convinto e la moto gli è piaciuta”.

Secondo te ha fatto bene a lasciare la Yamaha?
Ne parlammo già l’anno scorso e, nella situazione in cui era, ha fatto bene. Poi Ducati ha dichiarato di non avere più scuse con Jorge, significa che sono pronti a fare il massimo, e anche di più, per cercare di rendere la moto vincente spesso”.

Con chi dovrà scontrarsi Jorge?
Il favorito sulla carta è sempre il campione del mondo, Marquez. Poi in seconda posizione c’è Rossi e terzo metterei Vinales. Poi tutto può cambiare”.

L’ultima domanda: ora che hai appeso il casco al chiodo, lo rimetterai per un giro sulla Mahindra Moto3?
Al momento non è previsto, fin quando non mi sarà richiesto lasciamo andare i piloti che è meglio (ride)”.

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