Yamaha MT-10: naked esplosiva

L'ANALISI- Look hi-tech, compatta nelle quote, adotta Deltabox e quattro cilindri crossplane della R1 rivisto. 160 CV la potenza dichiarata. Prezzo 12.990 euro f.c.

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Scheletro e cuore pulsante derivano dalla SBK replica YZF-R1, mentre il manubrio alto la cavalleria rivista al pari di una coppia più corposa ai medi regimi ne fanno un mezzo fruibile a tutto tondo. Da poter essere tranquillamente utilizzato tutti i giorni su stradaper brevi viaggi  e, perchè no, dati i contenuti tecnici di telaio e motore,  puntare di tanto in tanto a qualche sgroppata tra i cordoli.

Due mondi, quello sportivo e quello stradale, che sulla MT-10 si fondono, ma nel pieno della filosofia Dark Side of Japan: estetica originale e tanto divertimento nella guida abbinate a caratteristiche tecniche degne della migliore tradizione, in questo caso, delle sportive di Iwata.

LOOK HI-TECH - La maggiore della famiglia MT si presenta al primo impatto con un look decisamente hi-tech. Forte di un frontale molto personale e dai tratti taglienti. Un look senza dubbio estremo in alcune scelte stilistiche e che non potrà fare a meno di dividere gli appassionati: il suo doppio faro anteriore a LED è inserito al di sotto di un mascherino molto compatto mentre tutto il gruppo ottico anteriore è montato direttamente al telaio.

Puntando lo sguardo dietro al cupolino, a sottolinearne la parentela con la YZF-R1, troviamo il quadro strumenti LCD multifunzione. Il suo design include un tachimetro digitale, contagiri con display a barre, indicatore livello carburante, contachilometri e indicatore di marcia inserita. L'indicatore luminoso dei tempi di cambiata può essere regolato in base alle preferenze individuali del pilota.

MT10 vs R1 -  Il motore della MT-10 deriva direttamente dal più recente "Crossplane" a 4 cilindri in linea da 998cc della YZF-R1, ma in questo caso è stato rivisto per adattarsi meglio all'utilizzo meno estremo su strada. La potenza massima è scesa a 118,0 KW (160,4 CV) a 11.500 giri/min per una coppia quasi simile alla sportiva ma ad un regime massimo sceso di quasi 2000 giri/min: 111,0 Nm (11,3 kgm) a 9.000 giri/min il  dato dichiarato.

Modifiche interessano i corpi farfallati a singolo iniettore, e l'albero motore, con quest'ultimo che vede le masse volaniche riviste (+40%) rispetto a quello della sorella sportiva, e con bielle in acciaio invece del titanio. Il telaio Deltabox e il forcellone in alluminio sono i medesimi che troviamo sulla SBK replica, ma portano il passo della MT-10 al bel valore di 1400mm, 5 mm in meno della R1, a pari misura con la “piccola” MT-07. Questo anche per la minore cavalleria e quindi diverse esigenze di trazione, oltre a voler enfatizzare la maneggevolezza globale del mezzo. Doti che trovano sponda anche nella rivista distribuzione delle masse, che vede la MT-10 più caricata in avanti nell'adottare un 51%- 49% contro il 50-50 della R1. La bilancia, nel totale segna 190Kg a secco dichiarati, 17 i litri di capienza del serbatoio.

ESPLOSIVA, MA CONTROLLABILE - Sul fronte della sospensioni troviamo all'anteriore una forcella KYB a cartuccia a steli rovesciati da 43 mm con 120 mm di corsa. Al posteriore un monoammortizzatore sempre KYB con configurazione Monocross e di tipo bottom link.

Per finire si passa al reparto freni dove troviamo una doppia unità flottante di 320 mm all'anteriore con pinze radiali a 4 pistoncini contrapposti e pastiglie sinterizzate. Al posteriore lavora invece una misura da 220 mm con una pinza anche qui flottante. Completa il tutto l'ABS di serie Bosch.

Il pacchetto elettronico della MT-10 è degno di una sportiva di razza: abbiamo tutto ciò che serve in termini di sicurezza di guida ed ottimizzazioni delle prestazioni. Ecco quindi i vari Yamaha D-MODE e YCC-T (Yamaha Chip Controlled Throttle).

L'acceleratore a controllo elettronico YCC-T, in grado di modificare istantaneamente il carattere del motore regolandone l’apertura del gas, la fasatura dell'accensione e il volume dell'iniezione di carburante. Le modalità di funzionamento del D-Mode prevede una "Standard" con potenza erogata in modo lineare su tutta la scala di giri del motore, ed è progettata per l'utilizzo in diverse condizioni di marcia. La modalità "A" più sportiva e aggressiva fin dalle basse velocità; e la modalità "B", infine, con la risposta più dolce adatta per fondi sdrucciolevoli o strade trafficate.

Di serie anche il Traction Control (TCS), disinseribile, che agisce su tre modalità: livello 1 è quello con il più basso grado di intervento, adatto ad una guida sportiva. Livello 2 , per la normale guida su strada, mentre il Livello 3 è da utilizzare in caso di fondo stradale bagnato o sdrucciolevole, quando la trazione posteriore è particolarmente bassa. Presente un utile Cruise Control che può essere attivato in 4a, 5a e 6a marcia tra i 50 km/h e gli 180 km/h. Lavora in combinata con il sensore di pendenza per mantenere la velocità costante. Qualora lo si reputi necessario il sistema inoltre prevede incrementi di velocità di 2km/h premendo semplicemente l'interruttore.

Per finire, data la stretta discendenza sportiva, non poteva mancare la frizione con antisaltellamento che opera tramite sistema a camma inclinata posto tra mozzo frizione e piastra spingi disco. Una soluzione che consente di adottare molle più morbide rendendo confortevole l'azionamento della leva.

Per la sua nuova maxi naked, Yamaha ha sviluppato una vasta gamma di accessori originali: silenziatore Akrapovic, cambio Quick Shift, oltre ad una serie di componenti in alluminio dal design Racing. Per chi ha esigenza di lunghe traversate sono previsti anche cupolino, sella comfort e le borse laterali semi-rigide.

La nuova MT-10 sarà disponibile a partire da fine maggio 2016 a 12.990 euro f.c., nelle colorazioni Night Fluo, Tech Black e Race Blu.

La nostra analisi termina qui, per sapere come va su strada la nuova Yamaha MT-10 cliccate QUI.

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