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Meda: bello Top Gear ma amo la MotoGP

"Bellissimo guidare la Ferrari ma adoro le due ruote". Prima puntata in onda martedì 22 su Sky 1

Meda: bello Top Gear ma amo la MotoGP

Ad attendere Giornalisti, addetti ai lavori ed ospiti nel circuito prova Alfa Romeo alle porte di Milano, era una rossa, rossissima e rombante Ferrari 458 Italia, il cui motore 8 cilindri a V eroga 570 CV a 9000 giri,ha un telaio che garantisce velocità in curva da Formula Uno ed è dotata di freni Brembo capaci di staccate con il cuore in gola.

Alla guida di questo gioiello c'era lui, il mitico "Stig", famoso e misterioso pilota-icona con tuta e casco bianchi, preso in prestito dalla trasmissione inglese Top Gear UK, lo show televisivo che ha trasformato il mondo dei motori in puro intrattenimento, grazie al suo mix di ironia, provocazione e competenza; un format TV distribuito dalla BBC in 212 Paesi e che conta una platea di circa 350 milioni di spettatori in tutto il mondo e che in questo 2016 arriva in Italia, il Paese che ha dato i natali a Ferrari, Lamborghini e Maserati, e che vanta numerosi brand legati alle automobili di ogni tipologia.

Dopo essere stati terrorizzati, o deliziati, dalla prova in pista, la conferenza stampa condotta da Davide Camicioli di Sky ha introdotto quella che sarà la versione italiana di questo popolare show televisivo, che mantiene l'ambientazione in uno studio-garage allegato ad una pista di velocità e che offre sfide tra ogni tipo di auto in diversi contesti, tra cui caotiche città, sperduti deserti, luna park ed improvvisate locazioni.

Prodotto da Toro Media per conto di Sky Uno, lo show vedrà alla conduzione tre ospiti diversi tra loro ma ben amalgamati, dal tono scherzoso e dissacrante, con l'entusiasmo di tre ragazzini.

Il primo, Joe Bastianich, italo-americano impegnato con successo nel mondo della ristorazione, volto Sky in Masterchef Italia, è un grande appassionato di auto e possiede una collezione di auto vintage Ferrari e partecipa alla classica MilleMiglia, corsa con auto storiche.

Davide Valsecchi, vincitore del titolo iridato in GP2 e collaudatore Lotus F1, è il pilota professionista dei tre, oltre che quello meglio preparato tecnicamente ed il più giovane dei tre protagonisti.

Guido Meda, voce storica della MotoGP e vicedirettore di Sky Sport, è un pilota amatoriale coraggioso e spericolato, a cui è stato affibbiato il simpatico soprannome di "Demolition Man", dopo l'affondamento di vari modelli in prova, esperienze al seguito delle quali Guido ha pur mantenuto un piede "piuttosto pesante" ed amplificato la propria passione per i motori.

Impegnato in Qatar per la prima gara stagionale della MotoGP, Meda ha risposto in diretta alla nostra video-telefonata, offrendoci anticipazioni interessanti.

Guido, come ci puoi descrivere questa tua nuova esperienza televisiva di Top Gear?

"È stato divertentissimo organizzare e registrare ogni singolo momento della trasmissione, ci siamo impegnati moltissimo ma sempre con il sorriso sulle labbra ed un linguaggio "pane e salame", consono allo spirito ed al clima che abbiamo io e tutta la truppa condiviso. Mi sono divertito così tanto che lo rifarei subito!"

Quali sono stati i momenti più duri o emblematici durante le registrazioni?

"Per realizzare un video di 8 minuti, siamo stati nel deserto del Sahara per tre giorni ed eravamo in 60 persone tra staff e tecnici...anche il traffico di Roma ha regalato qualche imprecazione; il momento più emozionante è stato quello in cui io, Davide e Joe ci siamo sfidati a bordo di auto vintage degli anni '80: lì mi sono sentito ancora diciottenne con un salto nel passato di trenta anni".

E di episodi, come dire, scabrosi, ne avete vissuti? Avete combinato danni?

"Beh...(ride) qualche auto la abbiamo sfasciata su richiesta della produzione, una, invece, la ho demolita inaspettatamente, totalizzando qualche euro di danno (ride nuovamente)".

Sembra, quindi, che ve la siate spassata come i ragazzini agli auto-scontri...il rapporto con gli altri due protagonisti come lo hai vissuto?

"Io, Davide e Joe proveniamo da ambienti differenti, abbiamo estrazioni sociali dissimili e curriculum totalmente diverse ma, dopo brevi ma intensi rodaggi conoscitivi, abbiamo instaurato una complicità ed uno spirito quasi cameratesco, dai gesti alle parole, a volte parolacce amichevoli, tanto che mia moglie, da buona romana mi ha detto: "ammazza, ma quanto siete deficienti"! Non vedo l'ora di guardare la prima puntata che sarà in onda martedì 22 su Sky Uno, e sarà seguita da altri cinque episodi, per un totale di sei puntate di questa edizione di Top Gear "alla italiana".

Adesso che hai avuto il privilegio di guidare tutte queste automobili, preferisci ancora le moto, oppure...

"Io ho avuto ed ho la fortuna di conoscere e vivere le moto dalla prima edizione della MotoGP del 2002 e dell'epoca di Valentino Rossi, quindi l'amore per le due ruote rimane in pole position, ma appena dietro, adesso segue a ruota la passione per le auto e credetemi: a bordo della Ferrari da passeggero è emozionante, ma guidarla è il massimo che si possa chiedere...ne vedrete delle belle".

Allora, adesso puoi rivelare a tutto il mondo chi si nasconda sotto la tuta bianca di Stig? Durante il test non è stato molto loquace, anzi, non spiccicava una parola.

"Te lo direi ma...non lo so nemmeno io".

 

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