SBK, Rea: faremo i conti dopo la Tailandia

Jonathan anche mentore di Kyle Ryde: "decisi di aiutarlo dopo la gara di Donington"

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Ieri c’era la verdona di Tom Sykes in cima alla lista dei tempi, oggi invece se la sono giocata Rea e Guintoli, l’unico ad essere stato in grado di abbattere il muro dell’ 1’32”.

Se ieri i piloti si lamentavano della pioggia, oggi hanno dovuto affrontare anche un forte vento e un caldo torrido. Questi però non hanno impedito ad alcuni di effettuare delle simulazioni di gara, che potrebbero rivelarsi molto utili, soprattutto se le condizioni difficili riscontrate nel pomeriggio saranno simili a ciò che li aspetta questo fine settimana.

In casa Kawasaki, comunque, si respira un’aria relativamente tranquilla, entrambi i piloti si sono mostrati in gran forma tutto l’inverno, confermandosi come la squadra da battere.

Il campione del mondo in carica - Jonathan Rea - oggi si è concentrato sul passo gara, e ha sfruttato il pomeriggio per effettuare un long run che ha permesso al team di raccogliere molti dati importanti.

Nel pomeriggio - spiega - le temperature erano più alte, quindi era difficile fare gli stessi tempi della mattina. Il problema era il vento. Alla fine del rettilineo ti spingeva a sinistra mentre tu col corpo cercavi di tenere la moto dritta. Abbiamo delle aree su cui dobbiamo lavorare, ma in generale sia la moto che le gomme hanno funzionato molto bene.

Abbiamo visto che hai provato entrambe le moto con due forcelloni diversi. Che differenze hai riscontrato?

Le 2 moto sono praticamente identiche. Entrambi i forcelloni danno più o meno le stesse sensazioni. Dovrebbero essere identici, ma ci sono delle differenze di fabbricazione che li rendono leggermente diversi. Abbiamo cercato di rendere la seconda moto uguale alla la prima, magari a discapito del setup, nell’eventualità ci dovesse servire nel corso del weekend.”

Ci sono stati anche degli inconvenienti tecnici...

Una delle moto ha avuto un problema alla leva del freno. Per qualche motivo la corsa si è allungata di colpo alla curva 11, e quindi abbiamo perso del tempo per sistemarla. Ma ora le due moto sono uguali”.

Ti senti pronto per questo weekend?

Si, ma lo sono anche tutti gli altri. La cosa più importante sarà finire le gare di Phillip Island e della Thailandia, solo allora sapremo davvero quanto siamo competitivi e cosa dobbiamo migliorare. Per me l’obiettivo principale era arrivare in forma al test e ci siamo riusciti. Abbiamo lavorato di fino sul freno motore e sull’erogazione per renderli perfetti per questo circuito, cosa che non eravamo riusciti a fare durante l’inverno. Se dovessimo correre domani non sarebbe un problema, però abbiamo ancora dei dati da analizzare per fare un ulteriore step.”

Anche quest’anno abbiamo assistito a tante cadute qui a Phillip Island, perché?

Sì, e spero che tutti i piloti stiano bene e che saranno in forma per le gare di sabato e domenica. Il mio obiettivo era proprio quello di non infortunarmi durante questi 2 giorni. Non so bene per quale motivo si vedano così tante cadute nei test qui. Forse per alcuni è la nuova moto, il nuovo team, il voler cercare il limite a tutti i costi. Difficile dirlo.

Qual è l’obiettivo per questo fine settimana?

L’obiettivo principale è ottenere un ottimo risultato in entrambe le gare, sia in Australia che in Thailandia. Il campionato è molto lungo, è importante non mettersi troppa pressione addosso. So che possiamo lottare per vincere, ma il primo obiettivo è il podio”.

In Supersport, quest anno, c’è un altro pilota britannico molto giovane che tu stesso hai aiutato ad entrare. Che impressione ti ha fatto vederlo qui in Australia?

Kyle Ryde impressionò tutti l’anno scorso a Donington dove corse come wild card in Supersport (finì terzo alle spalle di Cluzel e Sofuoglu ndr). Dopo la gara andai da lui nel paddock show e gli dissi che se mai avesse bisogno di una mano per fare altre gare poteva contare su di me. Siamo riusciti ad assicurargli una sella sulla Yamaha R6 nel team di Claudio Corsetti e sta già facendo vedere qui a Phillip Island di cosa è capace. In questo senso il paddock della SBK è simile a quello della MotoGP: se vieni raccomandato da un top rider vieni preso molto più seriamente”.

Leggermente in ritardo rispetto al proprio compagno di squadra troviamo Tom Sykes, che in ogni caso si conferma come uno dei protagonisti della nuova stagione.

Nonostante le continue interruzioni dovute alla bandiera rossa negli ultimi due giorni, siamo molto soddisfatti del lavoro fatto. Siamo veloci sia in condizioni di freddo che di caldo, e anche con le gomme usate siamo molto competitivi. In passato questa pista era uno dei nostri limiti, ma questa volta sembra che tutto stia andando nella giusta direzione. Ora tutto quello che ci resta da fare è mettere insieme tutti i dati raccolti e iniziare la stagione nel miglior modo possibile”.

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