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Davies: Stoner sulla SBK? solo un vantaggio

VIDEO. "La fine del 2015 mi rende fiducioso. Il nuovo format delle gare? Non mi piace"

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In Ducati Chaz Davies ha ritrovato un vecchio amico, Casey Stoner. I due sono molto legati da tempo e il britannico non può che essere contento di averlo ‘in famiglia’. Per ora l’australiano è concentrato sulla MotoGP, ma sia lui che in vertici della Ducati hanno l’intenzione di un test anche sulla SBK.

Davies è d’accordo e anche stupito di vedere quello che ha fatto Stoner a Sepang. “Sono stato sorpreso dei suoi test - ammette - tutti sappiamo che Casey ha un talento incredibile ma quando passi tanto tempo lontano dalla MotoGP e dalle gare tornare e raggiungere il limite non è facile. Mi aspettavo che fosse competitivo, ma qualche decimo più lento.

In futuro guiderà anche la Panigale, cosa ne pensi?

Sono felice che Stoner provi la SBK, può essere solo un vantaggio perché siamo una squadra e può aiutare sia me che gli ingegneri. Casey è un pilota che raggiunge il limite della moto molto velocemente, gli bastano 3 o 4 giri (ride). Le sue informazioni sono sempre precise e sono curioso di sentire le sue impressioni. Ma che sia solo un test, niente gare! (ride)”.

Cosa puoi raccontarci della Stoner ‘privato’?

Casey ha due lati. In pista è molto serio, fuori è una persona diversa, più rilassata. Non so se pensa di correre in futuro, la cosa più importante è che sia felice”.

Vorresti provare la Desmosedici MotoGP?

Sì, al 100%”.

Anche correrci?

Ogni pilota ha quell’ambizione, sono stato per anni nel paddock del motomondiale ma non ho mai avuto una buona opportunità. Mi piacerebbe tornare e provarci, ma so quanto è importante farlo con i giusti mezzi. Ho corso in 125, 250 e in MotoGP, so che se non sei al posto giusto è solo una spreco di tempo, gomme e benzina”.

Chaz DaviesCosa pensi delle due gare divise, una al sabato e l’altra la domenica?

Il nuovo format è certamente un grosso cambiamento, personalmente preferivo il vecchio, la programmazione tradizionale con due gare nello stesso giorno. Per me è quella SBK: tutto la domenica, una grande fatica per i piloti ma anche un divertimento. Ora è diverso, ma il mio lavoro non cambia: aprire il gas”.

La Ducati sembra migliorata, ma lo scorso anno è stato un dominio di Rea..

A fine stagione ero riuscito a fermarlo, perché nelle prime 6 gare ha dominato e ha vinto il suo campionato molto presto. Noi abbiamo iniziato lentamente ma da Misano in poi siamo riusciti a mettere tutti i pezzi al posto giusto. Abbiamo trovato un buon setting e questo mi ha permesso di vincere delle gare e di fare più punti di ogni altro pilota nel finale di stagione, questo mi rende fiducioso per il 2016”.

Qual era il più grande problema della Panigale e come lo avete risolto?

Penso che fosse non avere un buon setting di base e ogni volta facevamo grandi cambiamenti. A metà stagione ho potuto iniziare a guidare al 100%, abbiamo cambiato la geometria del telaio e continuato a lavorare sull’elettronica. La cosa principale, però, è stata avere una moto che potevo guidare come volevo dal primo all’ultimo giro.

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