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Poncharal: sensori di pressione in MotoGP

La proposta del presidente Irta: "sono utili ed economici e li abbiamo già introdotti in Moto2"

Poncharal: sensori di pressione in MotoGP

Il cedimento della gomma posteriore di Baz in pieno rettilineo ha aperto il fronte a molti interrogativi a Sepang. I piloti sono ritornati regolarmente in pista con un solo tipo di pneumatico a disposizione ma la situazione non è ancora risolta. Goubert, direttore tecnico di Michelin, ha ipotizzato un problema legato a una pressione di gonfiaggio troppo bassa, ma al team respingono le accuse: “abbiamo seguito alla lettera le indicazioni e c’è un tecnico Michelin al nostro box”.

Se fosse confermata questa ipotesi, bisognerebbe trovare una soluzione. Una proposta, figlia del buonsenso, è già arrivata da Hervé Poncharal, patron del team Tech3 e presidente dell’Irta.

In Moto2 qualche team diminuiva la pressione delle gomme per migliorare le prestazioni in qualifica, un comportamento pericoloso - spiega - Per questo motivo mi sono battuto per introdurre in sensore di pressione e da quest’anno ci sarà”.

Con questo dispositivo è possibile controllare la corretta regolazione in modo non solo da prevenire comportamenti scorretti ma anche correggere un sempre possibile errore umano.

Ora sono vietati dal regolamento ma si potrebbero montare anche in MotoGP - lancia l’idea - Del resto il loro costo non è per nulla alto e infatti vengono usati in una classe economica come la Moto2”.

Il regolamento 2016 non è ancora stato completato, potrebbe esserci spazio per questa novità.

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