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MotoGP, Casey Stoner: la Ducati mi ha stupito

Per l'australiano 54 giri, il migliore in 2'02"01. Domani non gira, in pista nei prossimi giorni

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Per la prima giornata di test di Casey Stoner sulla Ducati incominciamo dai numeri. L’australiano ha completato 54 giri e ha chiuso il migliore in 2’02”01, usando un solo treno di gomme. Significa tre secondi dalla pole dello scorso anno, su una pista sporca dopo essere stata usata dalle auto, con una moto che non conosceva e con gomme ed elettronica mai usate prima.

Dopo la riunione tecnica è stato deciso di non farlo girare domani per portare avanti dei lavori con Pirro. Casey tornerà in pista in uno dei prossimi giorni durante i test Irta.

Il polso destro del Canguro non è certo arrugginito ma, ancora più importante, è il suo sorriso a fine giornata. Casey è entusiasta, contento di essere risalito sul vecchio amore. Con la Rossa è stato un ritorno di fiamma, ed è solo l’inizio.

Non sono il tipo di persona che si emoziona, ma alla fine questa giornata ha significato qualcosa per me - ammette - Ho trovato molte persone nuove, ma anche vecchi amici e lavorare ancora insieme a loro è stato bello”.

Come giudichi questo primo giorno?

A essere onesti, è stata una giornata molto positiva. Era la prima volta che lavoravo con questo gruppo, sono molto professionali e si danno tutti da fare. Non mi aspettavo di trovarmi a mio agio sulla moto così velocemente”.

Qual è stata la prima impressione sulla GP15?

E’ molto potente, ho trovato delle buone cose mentre su altre bisogna lavorare, come su tutte le moto. Sono già riuscito a dare delle informazioni nonostante sia solo il primo giorno, e di solito è difficile farlo”.

Erano passati molti anni dalla tua ultima volta sulla Ducati, cosa ti ha colpito?

“L’ultima moto che ho guidato è stato una SBK,  quindi la potenza! (ride) Sono stato molto sorpreso, ma anche del pacchetto aerodinamico: quando ero in carena non sentivo per nulla la pressione dell’aria e questo mi ha stupito”.

Casey StonerNessun problema?

All’inizio non sentivo l’anteriore, mentre il telaio mi sembravo troppo rigido. Poi abbiamo lavorato sulle sospensioni e non mi aspettavo un cambiamento così grande, perché la moto mi ha dato subito più fiducia. L’anteriore mi è sembrato ancora un po’ strano ma stavo comunque guidando una moto nuova e con le Michelin. Alla fine sono sorpreso di come è andata, non solo per i miglioramenti. Penso che sia un buon pacchetto e ogni passo fatto è andato nella giusta direzione. Inoltre, dopo ogni modifica, riuscivo a sentire la differenza in bene o in male”.

Rispetto alla Ducati che avevi lasciato le sensazioni sono molto diverse?

Enormemente, ma sono sicuro che se fossi risalito su una moto di qualsiasi marca dopo 6 anni avrei sentito grandissimi cambiamenti”.

Qual è il punto di forza della GP15?

Per me la stabilità in frenata e nelle curve lente. E' molto buona, mi ha molto impressionato. Per il resto, è ancora difficile capire se le mie sensazioni sono dovute alle gomme o al telaio. Il motore è fantastico per potenza ma allo stesso tempo controllabile”.

La pista era in buone condizioni?

“E’ stato complicato, perché c’era molta umidità e avevano girato le auto nei giorni scorsi, quindi non c’era molto grip, ma alla fine la situazione è migliorata. Sono contento soprattutto delle uscite a metà giornata, perché con condizioni più difficili si possono capire meglio i punti critici”.

Da un punto di vista fisico come ti senti?

Sto bene, sono molto contento. Non mi allenavo dalla 8 Ore di Suzuka ed ero un po’ preoccupato, anche perché non puoi replicare in allenamento gli sforzi che fai con queste moto”.

Qual è il tuo obiettivo per questo primo test?

Non credo di averne, l’importante è prendere confidenza. Gli ingegneri stanno incominciando a capire il mio linguaggio e io sto dando loro le mie opinioni. Penso sia questa la cosa più importante. Poi dormendoci su le cose diventano più chiare. Sono un tester, non un pilota e non ho obiettivi, il mio lavoro è quello di aiutare”.

Cosa pensi dei tuoi tempi?

Mi hanno sorpreso, molto meglio di quanto mi aspettassi anche perché in alcuni punti ero abbastanza lento. Inoltre sono venuti facilmente, sono felice. Lo scorso anno ho guidato una MotoGP solo 3 o 4 volte, devo ancora capire molte cose, non so neanche quando guiderò la GP16”.

Qual è la tua opinione sulla nuova elettronica?

E’ ancora molto avanzata, si è fermato lo sviluppo ma non si è tornato dietro di tanti anni. Penso che abbia un grande potenziale e non ho sentito un’enorme differenza, è già un buon livello. Per certi versi è un bene, per altri una delusione (ride)”.

Come è lavorare con Dall’Igna?

Ho trovato grande professionalità da parte di tutti. Gigi è una che va dritto al punto, come me, anche se ad alcune persone non piace.

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