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MotoGP, Pirro: un onore potermi confrontare con Stoner

VIDEO "E' un fuoriclasse. Se sarà più veloce di me potrò imparare, ma non sarei stupito del contrario"

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E' tranquillo Michele Pirro dopo i primi giri in sella alla GP16. La pista sporca e frequenti scrosci di pioggia non gli hanno impedito di percorrere una cinquantina di giri con le moto dei 'due Andrea', come li chiama lui.

In gergo si chiama shakedown e si fa per vedere se tutto funziona, perché un test può essere interrotto da un dettaglio, da una disattenzione in un montaggio. A questi livelli accade raramente, ma è sempre una possibilità.

E' inevitabile, a questo punto, domandargli come va l'ultima nata?

"Siamo contenti, la GP16 ha già dato dei buoni risultati e questo è importante - la risposta, di getto, di Michele Pirro, che aggiunge - ma la GP16 è solo una evoluzione della GP15. Non è come l'anno scorso che siamo passati dalla GP14 ad una moto sostanzialmente diversa. Con questa, uscendo dai box ma anche guidandola non al limite, non ci si accorge quasi delle differenze con la precedente. La prestazione è fatta dai dettagli, ma questi sono apprezzabili quando si guida al cento per cento e con la pista in queste condizioni non è possibile".

Pirro nei prossimi due giorni dividerà il box con Casey Stoner.

"E' un onore dividere il box con Casey, uno dei migliori talenti degli ultimi anni. Da lui ho solo da imparare e sono veramente contento di avere questa possibilità. Io cerco sempre di migliorarmi e poterlo studiare da vicino mi consentirà di potermi avvicinare ancora di più, sul piano delle prestazioni, ai piloti ufficiali. Ho già scambiato due chiacchiere con lui, non sa cosa aspettarsi da questa Ducati. Faremo comunque un lavoro diverso, lui salirà per la prima volta sulla GP15, una moto che già conosciamo e della quale abbiamo già molti dati, io invece farò più che altro un lavoro di sgrossatura sulla GP16. Io sarò meno concentrato sulla prestazione e più sull'acquisizione di informazioni. Lui invece dovrà soprattuto riprendere confidenza con la moto".

E se risultassi più veloce di lui?

"Non sarei sorpreso, lui è fortissimo ma è fermo da tempo. Egualmente però non rimarrei sorpreso del contrario. Anzi se fosse subito più veloce di me sarebbe una cosa utile per capire dove posso migliorare. E' sempre meglio avere al fianco un pilota più forte. E poi lui ha vinto due mondiali, io nessuno".

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