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SBK, Sykes: posso ancora migliorare me e la moto

Rea: "serve un altro stile di guida". Hayden: "mi sarebbe servito più tempo sulla Honda"

Sykes: posso ancora migliorare me e la moto

I test di Jerez sono finiti e ora è l’Australia ad aspettare i protagonisti della SBK. A Phillip Island ci saranno ancora un paio di giorni di prove poi la prima gara.

In Spagna Sykes si è dimostrato in grandissima forma, mentre in ombra è stato il campione del mondo. Nei test, però, il cronometro non è così importante e Rea probabilmente ha fatto un lavoro diverso e sarebbe ingenuo pensarlo in crisi.

Bene sono andate le Honda, con Hayden a giocarsela con i migliori e van der Mark subito alle sue costole. Per la Yamaha è tutto nuovo, Guintoli e Lowes (con una spalla ancora non perfetta) stanno continuando a conoscere la R1 e hanno ancora qualche giorno per finire i compiti.

Tom Sykes (1°, 1’39”924):qui intorno sorridono tutti perché abbiamo cambiato molti setting, esplorando più parametri sulla nuova moto. Abbiamo avuto una buona opportunità per provare molte cose. Il merito va a Marcel, Danilo e a tutti i meccanici perché loro hanno lavorato tutto il tempo mentre io ho solo guidato la moto. E’ la conferma del buon lavoro fatto negli scorsi anni perché la nuova moto è ‘figlia’ di quello sviluppo. Kawasaki ha fatto un gran lavoro e funziona bene sia con me che con Rea. Ci sono ancora delle aree in cui voglio migliorare, sia per quanto riguarda me che la moto, ma è un bene essere stato il più veloce in entrambi i test a Jerez, che non è il mio circuito preferito”.

Jonathan Rea (7°, 1’40”856): è chiaro che la nuova moto è stata sviluppata per un altro stile di guida e richiede un adattamento. Stiamo ancora cercando come tirare fuori il meglio dalla moto e abbiamo cambiato molte cose. La nostra filosofia nei test invernali, che prevede provare grandi cambiamenti senza concentrarsi troppo sul setup, ha avuto senso. Avevamo una nuova forcella e un motore dal diverso carattere. Stiamo solo usando tutti i pezzi e capendo di più della ZX-10R. Abbiamo lavorato con calma e metodo e se la gara a Jerez fosse domani non partirei 7°”.

Nicky HaydenNicky Hayden (4°, 1’40”534): non è stata una giornata perfetta, perché la nebbia ci è costata un paio d’ore nel mattino e abbiamo dovuto comprimere il programma previsto. E’ un peccato perché sono rimaste alcune cose da provare e, naturalmente, quel tempo mi sarebbe stato utile, ma abbiamo fatto quello che potevamo. Ho potuto fare una simulazione di gara e usare le gomme da qualifica alla fine, il tempo non è stato troppo malvagio. C’è ancora spazio per migliorare.

Michael van der Mark (1’40”601):abbiamo iniziato in ritardo a causa della nebbia ma, una volta in pista, abbiamo iniziato a provare molte cose, lavorando principalmente sulle geometrie. Abbiamo avuto qualche difficoltà nel scegliere la giusta gomma anteriore per queste temperature, ma alla fine ne abbiamo trovata una. Ho provato anche un altro forcellone e un paio di altre cose e ogni cambiamento mi ha fatto fare un piccolo passo in avanti. Alla fine, sento la moto molto buona al posteriore, abbiamo trovato più grip che era quello che cercavamo. Con le gomme da gara ho abbassato il mio tempo di mezzo secondo, ma potevo fare un po’ meglio con quelle da qualifica, ho commesso qualche errore. Tutto sommato, sono molto felice di com’è andata”.

Sylvain GuintoliSylvain Guintoli (8°, 1’41”018): “è andata bene, abbiamo completato tutto il lavoro che volevamo fare. Ci siamo concentrati su diverse cose, incluso il nuovo forcellone, la posizione in sella, le strategie del freno motore, la nuova forcella, il controllo di trazione, avevamo molto lavoro da fare! Ora abbiamo molta più esperienza con la R1, abbiamo capito molto di più.

Alex Lowes (9°,1’41”361): abbiamo ancora molto da fare, ma sono state due giornate positive. Abbiamo lavorato su ogni area, provando a capire meglio la R1 e il carattere del suo motore. La spalla mi ha limitato e non ho potuto spingere troppo ma mi sono divertito e spero di migliorare ancora un po’ prima di Phillip Island”.

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