Tu sei qui

MotoGP, Redding: voglio il podio e stare nei primi 6

Scott e la Ducati Pramac: "è più facile della Honda, c'è tanta potenza ma è gestibile"

Redding: voglio il podio e stare nei primi 6

Scott Redding ha una nuova moto, una nuova squadra, una nuova ragazza e un nuovo cane, Bernard. Per il britannico il 2016 sarà un anno di cambiamenti, si spera anche nei risultati. I primi due anni in MotoGP non sono stati all’altezza delle aspettative, ma il team Pramac e Ducati potrebbero essere quello che gli serve.

I primi riscontri sono stati buoni.

Mi dicevano che questa squadra era come una famiglia e infatti è così, mi sono subito trovato bene e mi ha dato fiducia”.

Con la Ducati, invece?

Ho dovuto cambiare un po’ il mio stile di guida perché è tutto diverso, moto, gomme ed elettronica, ma sto imparando velocemente e il team mi sta aiutando. Logicamente ho dovuto conoscere sia la moto che le gomme, ma la Desmosedici già a Jerez mi sembrava la mia moto”.

Le Michelin invece?

Non avendole mai provate prima di Valencia, se non una volta ad Aragon, ho dovuto capirle. Non è vero che non si può spingere con quelle gomme, ma bisogna scoprire come”.

Hai già un obiettivo in mente per questa stagione?

Stare nel primi 6 in classifica e salire qualche volta sul podio. Credo che questa moto possa permettermi di mostrare il mio potenziale”.

Non pensi di puntare troppo in alto?

Non credo, non bisogna dimenticare che quest’anno partiremo tutti dallo stesso livello e sono sicuro di avere un pacchetto che mi consentirà di essere competitivo. Sto lavorando per quello”.

Scott ReddingNon arrivi da due anni facili…

Ma è una cosa che mi dà ancora più motivazioni. Io sapevo di potere essere più veloce, ma non potevo farlo”.

In che senso?

Nel 2014 avevo una Honda Open e sappiamo i problemi di quella moto, il telaio andava bene ma non aveva potenza. Non ho potuto far altro che cercare di essere il migliore dei miei compagni di marca, e ci sono riuscito”.

Lo scorso hanno però avevi una Factory…

Sì, ma con quella moto era tutto complicato, non per niente Pedrosa e Marquez hanno cambiato telaio, ma io non potevo. Non andava bene niente, non riuscivo neppure a muovermi in sella come volevo, si faticava solo per farla funzionare nel modo corretto”.

Con la Ducati, invece?

E’ completamente differente, per me è più facile della Honda. Sono tante le cose diverse, a partire dalla posizione in sella o dal modo in cui ci si muove sopra. Ha tanta potenza, ma nello stesso tempo è utilizzabile, non come la Honda. L’erogazione è morbida, controllabile”.

Con le Michelin si comporta bene?

Per me è difficile dirlo perché non l’ho mai usata con le Bridgestone e non me ne preoccupo. A Valencia però i miei tempi erano già in linea con quelli del mio compagna di squadra e a Jerez sono stato il più veloce”.

Categoria: 

Articoli che potrebbero interessarti