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SBK, Dosoli: "Adesso vogliamo alzare l'asticella"

Il Project Manager Yamaha fissa gli obiettivi del 2016, senza illudere

Dosoli: "Adesso vogliamo alzare l'asticella"

L'attesa è finita. Dopo 4 anni di assenza forzata dal Mondiale Superbike, Yamaha rientra ufficialmente nel campionato iridato delle derivate di serie. E lo fa lanciando un chiaro segnale alle dirette rivali, Kawasaki e Ducati, accreditate sulla carta per la vittoria finale.

La casa di Iwata difficilmente starà a guardare: a dettare il grande passo è stata la competitività del suo gioiello di punta nel settore delle sportive, quella R1M che nella passata stagione si è affermata nel BSB con Josh Brookes e nella 8 Ore di Suzuka con con Pol Espargarò e Bradley Smith, successo che mancava dal 1996.

Alla presentazione avvenuta alla Torre Diagonal 00 di Barcellona, abbiamo scambiato due parole con Andrea Dosoli, Road Racing Project Manager di Yamaha:

Come è nata questa grande sfida?

"Tutto è nato dopo una stagione di esperienza a livello nazionale e internazionale in cui abbiamo sviluppato la R1 di serie ottenendo dei risultati importanti. La moto si è mostrata da subito competitiva nel BSB, nell'IDM, nel CEV, e oltretutto anche affidabile aggiudicandosi il titolo nel mondiale Endurance. La logica conseguenza di tutta questa attività era quella di coordinare e cogliere tutti gli sviluppi fatti a livello locale e metterli insieme col supporto del Giappone. Abbiamo deciso di metterci in gioco".

I primi test sono andati alla grande. Quali le caratteristiche principali di questa moto?

"Della R1 precedente ha veramente poco. Ha invece un 70-80% della tecnologia della M1 che è stata trasferita sulla moto di serie. Questo lo vedi subito dai risultati che ottiene in configurazione stock. La moto è nata molto bene, ha un equilibrio eccezionale, è compatta, ha un motore che è facilmente gestibile dal pilota, che a sua volta entra in perfetta sintonia col mezzo: è il motivo per cui, sebbene la moto fosse ancora a un primo livello di sviluppo, entrambi i piloti si sono trovati a loro agio. Adesso vogliamo alzare l'asticella, elevare le prestazioni della motocicletta in tutti i suoi aspetti, senza andare a rompere quell'equilibrio che finora è stata la chiave del suo successo".

Cosa ci dici della scelta dei piloti, Sylvain Guintoli e Alex Lowes?

"Anche in squadra abbiamo un equilibrio perfetto e non potevamo chiedere di meglio: abbiamo un pilota di grande esperienza, che non ha paura a caricarsi della responsabilità dello sviluppo della moto (dandoci le indicazioni giuste che ci consenta di fare quello step necessario). E abbiamo un pilota molto giovane, che stimo molto, che vuole fruttare al 100% questa grande occasione che gli è stata data. Mi piace molto il suo approccio. Sebbene possa fare degli errori, ha molta voglia di dimostrare di poter esser un top rider. Secondo me, abbiamo un bel mix!".

Realisticamente, allo stato attuale, pensate di poter puntare al titolo?

"Assolutamente no, almeno in questo nostro primo anno. Dobbiamo prima capire dove siamo durante le prime gare, e di conseguenza andare a lavorare su quegli aspetti in cui pensiamo di esser deboli, crescere e arrivare ad esser competitivi nella seconda parte della stagione, magari puntando al podio. Un ulteriore passo è atteso invece per il 2017 in cui si cercherà di puntare a un risultato migliore!"

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