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MotoGP, Pol Espargarò: "Il 2016 forse sarà il mio anno"

Lo spagnolo del team satelitte Tech 3 crede nella svolta nel nuovo anno

Pol Espargarò: "Il 2016 forse sarà il mio anno"

E' tempo di rivincita! Questo l'imperativo di Pol Espargarò alla vigilia del stagione 2016 che sta per aprire ufficialmente i battenti con i primi test ufficiali, in programma tra meno di due settimane a Sepang.

Campione del mondo Moto2 nel 2013 dopo aver conteso il titolo a Marc Marquez l'anno precedente, nelle ultime due stagioni è approdato nella classe regina MotoGP tra le fila del team satellite Yamaha gestito da Hervè Poncharal.

Solo che, dopo aver centrato all'esordio il titolo di Rookie-of-the-Year nel 2014, essendosi distinto con 1 prima fila e 3 arrivi nella Top Five, l'anno scorso Polyccio ha incontrato qualche difficoltà di troppo, prendendo paga dal suo compagno di squadra Bradley Smith. Con le nuove regole e soprattutto con l'entrata di Michelin quale fornitore ufficiale degli pneumatici in sostituzione di Bridgestone, il minore del fratelli di Granollers potrebbe trarre dei vantaggi...

Perché la tua seconda stagione in MotoGP è stata più difficile della prima?

"Il primo anno sentivo più grip dietro e quando mi trovo in queste condizioni, guido sempre in scioltezza. E di conseguenza mi diverto di più. Lo stesso mi è successo nel 2012 e 2013 in Moto2: andavo forte, facevo pole position, me la giocavo sino alla fine in gara. Quest'anno invece ho sofferto molto col posteriore; abbiamo vinto il titolo satellite, ma non è stato un anno soddisfacente per me. Quindi sono fiducioso per il 2016: lo pneumatico posteriore dovrebbe darmi quel "plus" di cui ho bisogno!"

Ti sei trovato subito a tuo agio con le Michelin. Come mai?

"In verità manca ancora qualcosa nello sviluppo. Ci troviamo in un punto di incertezza: non sappiamo come funzioneranno e in che termini si adatteranno alla nostra Yamaha. Un vero responso effettivo lo avremo solo dopo il primo test, anche per capire i margini di crescita che abbiamo. in questo momento, con i pochi giri effettuati, è troppo presto per fare il punto sulle gomme; dobbiamo lavorare di più sul set-up generale per poterle sfruttare al meglio".

L'aver corso in Moto2 ti può aver dato un vantaggio in tal senso?

"Era abbastanza diverso. Nel 2012 avevamo molto grip al posteriore e meno sull'anteriore, proprio nel momento in cui mi giocavo il titolo con Marc. Da un certo punto di vista la situazione si assomiglia, è vero. Ma dall'altra parte è la moto in sé ad esser differente e con differenti caratteristiche: soprattutto nella potenza, l'aspetto più accentuato".

Come e quanto spesso tu e tuo fratello lavorate insieme nel corso di un weekend di gara?

"Proviamo ad aiutarci nei limiti del possibile e in virtù degli obblighi verso le nostre Case. Magari possiamo aiutarci un po' sulla tecnica e sulla tattica durante la gara, o su come inquadrare e affrontare gli avversari. Ovviamente siamo dei professionisti e non possiamo svelare i segreti delle nostre rispettive moto. Ci sforziamo di tenere la massima discrezione, pur sempre ricordando chi siamo e con chi lavoriamo. In fin dei conti, siamo sempre dei rivali!"

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