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Fenati: Moto2? In Moto3 ho un lavoro da finire

"Quest'anno vedo bene gli italiani. Dovrò unire la velocità del 2014 alla costanza del 2015"

Fenati: Moto2? In Moto3 ho un lavoro da finire

Era il 2012 e Romano Fenati aveva rappresentato la rinascita delle speranze italiane in Moto3. Dopo un periodo buio, l’ascolano aveva stupito al debutto e in tanti si aspettavano grandi cose da lui. La promessa è stata mantenuta a metà, perché Romano ha sempre dimostrato talento e velocità, ma gli è mancata la costanza che serve per puntare al bersaglio grosso.

Questo sarà per lui il quinto anno in Moto3, ancora fra le fila del Team VR46 Sky e le aspettative sono alte.

Romano, tanti piloti cercano di salire velocemente di categoria, perché non l’hai fatto?

Secondo me non era ancora il caso di andare in Moto2, non mi piaceva l’idea. In Moto3 sono sempre stato vicino a lottare per il titolo, perché non provarci un ultimo anno”.

Sentivi che c’era qualcosa di incompiuto?

Diciamo che ho ancora un lavoro da completare”.

Però la Moto2 ti attende nel 2017, questa sicurezza può essere un aiuto o una distrazione?

Conferisce maggiore sicurezza, perché, anche involontariamente, la mente va sempre all’anno successivo. Invece ho già un posto assicurato, non c’è bisogno di fasciarsi la testa pensando al futuro con il rischio di andare più piano”.

Miller ha addirittura saltato la Moto2, significa che non pensi alla MotoGP?

Certo che mi piacerebbe correre in MotoGP, ma non è ancora una cosa di cui parlare. Si vedrà, prima mi concentrerò sulla Moto3 e poi sulla Moto2”.

Che anno è stato il 2015 per te?

Il migliore a livello di costanza di risultati, ho fatto pochissimi zeri e ho imparato a non buttare via le gare e ad accontentarmi”.

Nel 2014 però avevi vinto di più…

Sì, ero stato più veloce ma non avevo finito molte più gare. Se avessi unito il meglio delle due stagioni forse avrei vinto il titolo (ride)”.

I tuoi detrattori dicono che hai talento ma che ti manca sempre qualcosa per fare il grande passo…

In effetti non è un discorso sbagliato e sono io il primo a mettermi in discussione. Con Pablo (Nieto, il team manager ndr) e Pietro (Caprara, il capotecnico ndr) ho imparato in questa stagione a lavorare in un modo differente, a guidare sopra i problemi cercando di farmeli amici. Bisogna sapere sfruttare quello che si ha”.

Romano FenatiIl team dal 2014 al 2015 è stato rivoluzionato, questo ha influito?

“C’è stata un po’ di bufera, prima è andato via Guareschi e poi Brazzi. Anche noi piloti abbiamo risentito di questa situazione, ma non dev’essere una scusa. Direi che il 2014 è stato un anno di rodaggio”.

Anche la KTM all’inizio della scorsa stagione ha sembrato avere qualche problema…

E’ un’azienda piccola ma molto veloce a darci una mano e a ‘viziarci’. La moto era cambiata abbastanza dal 2014 al 2015”.

In che modo?

“Prima era più morbida poi è diventato maggiormente nervosa, però consentiva di fare bella figura quando era messa a posto correttamente. Da metà stagione, con il nuovo telaio, è stato risolto il problema di chattering, sono riuscito a essere più veloce in qualifica anche se la moto consumava più le gomme e questo influiva sull’ultima parte di gara”.

Guardando alla stagione che verrà, chi saranno i principali avversari?

Vedo bene gli italiani: io, Antonelli e Bastianini. Poi bisognerà fare i conti con Navarro e Quartararo, e ci sarà un jolly che spunta sempre durante l’anno”.

Intanto sarai in un team con tre piloti, tu, Migno e Bulega…

La vedo come una cosa divertente e credo sarà un aiuto dal punto di vista del lavoro nel box”.

Riesci a essere cattivo in pista con i tuoi amici della VR46 Academy?

Io sono un po’ più umano (ride), non tento un sorpasso troppo azzardato a uno del gruppo. Poi funzione come quando si gioca insieme alla Playstation, si vuole sempre vincere”.

Cosa hai detto ad Antonelli dopo che ti ha steso a Valencia?

E’ stato divertente, perché quando sono andato verso Niccolò dopo la caduta lui si era preoccupato. Gli ho invece dato la mano, alla fine ero dispiaciuto per entrambi”.

Quale lezione hai imparato in questi anni di Mondiale?

Che non bisogna mai dare nulla per scontato, si deve spiegare in dettaglio ogni problema e non essere mai superficiali. Inoltre è molto importante essere sempre concentrati”.

Dove puoi migliorare?

E’ un processo continuo, sia per quanto riguarda il metodo di lavoro che lo stile di guida. Basta guardare Valentino che continua ancora a cambiare”.

Che maestro è Rossi?

Il più quotato e ha una buona influenza su di me, non solo mi sprona a fare meglio ma mi spiega anche come. Mi ha dato tanti piccoli preziosi consigli”.

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