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Laia Sanz: quando la vita vale più del cronometro

Gesto esemplare della portacolori KTM, che soccorre Pela Renet, caduto a terra, rinunciando al tempo

Laia Sanz: quando la vita vale più del cronometro

La quarta tappa della Dakar ha incoronato Paulo Goncalves. Approfittando dei cinque minuti di penalità inferti a Barreda, causa eccesso di velocità in un tratto della prova, il portoghese ha portato la propria Honda davanti a tutti. C’è però una storia che ha caratterizzato questo mercoledì dell’edizione 2016 del Raid. È quella di Laia Sanz, protagonista di un gesto che non è certo passato inosservato e di cui molto si parlerà.

Quando mancavano meno di 30 km al termine della tappa, la portacolori della KTM si è fermata a soccorrere Pela Renet, caduto rovinosamente a terra tanto da perdere i sensi per un colpo alla fronte. Tempestivo è stato l’intervento della spagnola: “Inizialmente quando ho visto Renet ho avuto grande paura – ha commentato Laia Sanz – in seguito si è ripreso, accusando dolori in diverse parti del corpo. Abbiamo chiamato Alex Doringer, membro del team, in modo che potesse contattare la direzione gara per far intervenire l’elicottero”.

In questo avvio di Dakar, la motociclista spagnola risultava a ridosso delle prime dieci posizioni. A fine giornata i minuti di ritardo sono invece 40, scivolando così nelle retrovie. Lei pero preferisce non pensarci, anche perché la direzione gara potrebbe annullare parte del ritardo accusato: “Credo di aver fatto la cosa migliore – ha concluso l’alfiere KTM – aiutare un pilota è un compito che spetta a ognuno di noi”.

 

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