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MotoGP, Suppo: sanzioni? economiche e in base al reddito

"C'è bisogno di interventi immediati. Anche a me non piace il sistema a punti"

Suppo: sanzioni? economiche e in base al reddito

Finiscono oggi le vacanze di Livio Suppo, team principal della Honda. Il manager torinese è infatti attualmente in Inghilterra, ma sempre a stretto contatto con Shuhei Nakamoto, che invece è al seguito della Dakar.

"Ci siamo sentiti da poco - racconta Suppo - è felicissimo dell'esperienza di dormire in tenda. La Honda sta andando forte nel rally-raid e lui non sta mai fermo, ci rivedremo a fine mese a Sepang per l'inizio dei test Irta".

Ovviamente Livio Suppo è informato delle proposte del Presidente della FIM Vito Ippolito a proposito delle sanzioni in caso di infrazione del regolamento.

Un problema che nel 2015 ha contribuito a gonfiare la polemica fra Valentino Rossi e Marc Marquez.

"Anche secondo me il sistema a punti non va bene. C'è bisogno di decisioni immediate per chiunque in pista faccia una 'marachella'. Se è vero che quel sistema è nato per i ragazzi della Moto3, piloti ai quali per la giovane età si chiude facilmente la vena - scherza - decisamente meglio è una punizione pecuniaria. Si può salire sino a 50.000 Euro ma secondo il sistema Svizzero che commina multe in base al reddito. E' giusto infatti che venga punito con multe più salate chi guadagna di più. Per un milionario qualche migliaio di Euro è una somma risibile".

Con il 2015 si è chiusa una stagione complicata e delicata per l'HRC. Le polemiche di Valencia rischiano infatti di avere strascichi anche nel prossimo mondiale se non saranno messi punti fermi su ciò che è accaduto.

"E' vero e per questo stiamo studiando il da farsi", conferma Suppo senza fornire ulteriori dettagli.

Alla Honda, che da sempre si è attenuta ad una stretta aderenza alle regole, sta a cuore la loro definizione più che a molti altri.

 

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