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MotoGP, Test Sepang: Marquez è l'uomo da battere

Tra meno di un mese l'inizio dei test in Malesia, dove il 93 è sempre stato il riferimento negli ultimi due anni

Test Sepang: Marquez è l'uomo da battere

C’è chi ha preferito dedicarsi agli sci, come Marc Marquez, chi si è divertito sulla Mountain Bike, vedi Maverick Vinales, chi invece non si è risparmiato di salire in sella sulla moto da cross come Rossi o Espargaro. Insomma, nessuno dei piloti si è voluto fermare durante le vacanze in attesa che la campanella torni a suonare. L’appuntamento è per lunedì 1 febbraio, quando a Sepang inizieranno i primi test della stagione 2016 della MotoGP. Una pista che nell’ultima annata ha visto il contatto di cui tanto si è parlato tra Rossi e Marquez, tanto da segnare la rincorsa del Dottore al decimo titolo mondiale.

Questa volta si dovrà invece rincorrere il tempo, ma soprattutto confrontarsi con le novità del regolamento, tra cui le gomme Michelin, che negli ultimi test di Valencia hanno causato non pochi problemi di grip. Tre giorni per provare e sviluppare in vista del 20 marzo, data in cui prenderà il via la stagione. Un solo test quest’anno a Sepang, a differenza del doppio appuntamento dello scorso anno, che incoronò nella prima uscita la Honda.

La sessione inaugurale, andata in scena dal 4 al 6 di febbraio, vide Marc Marquez e Daniel Pedrosa davanti a tutti, con il 93 unico pilota a scendere sotto il muro dell’1’59”, grazie al tempo di 1’58”867. Poco più di un decimo meglio rispetto al compagno di squadra, mentre attardate le Yamaha di Rossi e Lorenzo. Oltre mezzo secondo il distacco incassato da Valentino (+0.534), addirittura sette i decimi per Jorge (+0.757). La sorpresa è stata senza dubbio Andrea Iannone, al debutto su Ducati e autore del terzo crono, addirittura 13 millesimi più veloce di Rossi. Soltanto settimo invece il compagno Dovizioso, con un distacco che superava il secondo.

Nell’appuntamento seguente, dal 24 al 26 febbraio, ecco invece mischiarsi le carte. Nonostante il riferimento rimase Marquez (1’59”115), Jorge Lorenzo (+0.322) suonò la carica, concludendo la tre giorni a ridosso del connazionale e migliorando di due decimi la prestazione di inizio febbraio. Nell’ultimo giorno giunse il colpo di reni di Cal Crutchlow, il quale portò la propria Honda LCR alle spalle dei due spagnoli (+0.543), precedendo di 64 millesimi la Ducati di Andrea Iannone. Ad inseguire fu ancora una volta Valentino Rossi. Nessun miglioramento per il Dottore (+0.718), tanto da risultare quasi mezzo secondo più lento rispetto al primo test stagionale, a sette decimi dalla vetta.

Eppure, l’anno precedente, proprio sulla pista malese Valentino Rossi aveva fatto capire che il 2014 sarebbe stato l’anno della reazione. Nella prima uscita il nove volte iridato chiuse la tre giorni a meno di due decimi da Marquez, protagonista del tempo di 1’59”533. Soltanto 194 i millesimi che lo separarono dall’alfiere Honda, con Lorenzo staccato di tre decimi dalla vetta (+0.333). Oltre al caldo, il 99 ha dovuto fare i conti con uno stato di forma non ottimale, a causa della doppia operazione nella zona lombare a cui fu costretto sottoporsi. Peggio è andata a Daniel Pedrosa, soltanto sesto con oltre mezzo secondo dal compagno di squadra (+0.690).

È stato necessario attendere Sepang 2 per vedere il 26 in grande smalto. L’alfiere Honda e Rossi furono i protagonisti del secondo round del 26 -28 febbraio, tanto da concludere addirittura con lo stesso tempo al millesimo 1’59”999, gli unici a scendere sotto il muro dei due minuti. A portarsi negli scarichi della coppia di testa, Andrea Dovizioso (+0.068), il quale riuscì a precedere di poco più di un decimo la Yamaha di Espargaro, vincitrice poi della Categoria Open con il team Foward. Nulla da fare invece per Jorge Lorenzo, costretto a vedere tutti dal basso con oltre sei decimi di ritardo.

E Marquez? In quell’occasione il Campione del Mondo non fu presente, a causa della frattura al perone destro che lo costrinse a saltare tutte le sessioni di test rimanenti. Ritornò in sella alla Honda in occasione della gara inaugurale del Qatar tra tanti punti interrogativi riguardo il suo stato di forma. A mettere a tacere i dubbi ci pensò la gara, dove lo spagnolo vinse al termine di un testa a testa memorabile con Rossi. Da lì ebbe inizio la cavalcata verso il secondo titolo iridato nella classe regina.

 

 

 

 

 

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