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MotoGP, Il Bello, il Brutto, il Cattivo del 2015

L'anno appena passato commentato da uno dei nostri lettori e fan di Facebook, Alessio Senese

Il Bello, il Brutto, il Cattivo del 2015

Non è stato facile decidere quale dei vostri articoli pubblicare come vincitore del nostro gioco su facebook. Diversi avrebbero meritato di finire sulle pagine di GPOne.com, segno che lì fuori, fra voi, c'è del talento, oltre che della passione.

Alla fine, come nelle gare vere, pian piano il gruppetto dei favoriti si è sgranato e a giocarsi il successo sono rimasti in quattro: Alessio Senese, Alice Radice, Danny Dusatti e Francesco Allevato. Finiti poi nell'ordine.

E' stata comunque una volata perché anche Alice avrebbe meritato di vincere. La realtà è che siamo dovuti ricorrere alla votazione congiunta della redazione per dirimere la questione. Un fotofinish.

Come sempre abbiamo fatto minime correzioni di dettaglio. In gergo si dice 'passare il pezzo'. Si fa in tutte le redazioni.

Bel lavoro, ragazzi. Complimenti. Siamo contenti di aprire il 2016 con uno dei vostri pezzi. Non sarà l'ultimo.

p.s.

Jorge Lorenzo a Valencia dopo l'arrivoMotoGP 2015. Emozioni, adrenalina e tremende polemiche. Quella che poteva essere la migliore vetrina per lo sport a due ruote degli ultimi vent'anni è naufragata all'ultimo giro di boa fra sospetti, accuse infamanti e atroci veleni.

Se da un lato, i piloti, possono e devono essere compresi e giustificati, TUTTI, dall'altro non si può fare lo stesso con Dorna e FIM, teoricamente i garanti dell'ordine e della disciplina. Hanno aspettato passivamente che avvenisse il 'peggio', fuori e dentro la pista, salvo poi intervenire in modo confuso e sicuramente inefficace. I latini dicevano repetita iuvant, speriamo che la lezione sia stata assimilata, soprattutto dalla Dorna, al primo tentativo.

IL BELLO - La tenacia di Jorge Lorenzo. Un mondiale passato ad inseguire, un mondiale che sembrava perso, più veloce del nemico ma sempre dannatamente dietro in classifica, tra ''sfortune'' ed errori grossolani. Il punto più basso della stagione un istante dopo aver assaggiato la vetta a Brno. Il gancio di Silverstone e il montante da KO di Misano sono colpi che avrebbero schiantato chiunque. Rialzarsi e ricominciare a correre quando tutto sembrava perduto è stata la sua forza.

IL BRUTTO - Le polemiche e la loro gestione. I piloti possono dire e fare cose sbagliate, specie quando sono sotto pressione e/o si stanno giocando un mondiale, forse l'ultimo, dopo un lustro di assenza dal vertice. Inconcepibile è il ritardo con cui è intervenuta Dorna e l'assenteismo della FIM, oramai organo puramente formale e svuotato di ogni significato, ridotta a leggere comunicati del tipo ''fate i buoni'' adatti solo alla pubblicità del panettone.  Voyeurismo.

Marc MarquezIL CATTIVO - Sarebbe meglio dire i cattivi, al plurale. Rossi e Marquez. Spietati in pista con duelli al limite delle regole, come Argentina o Assen, mostrano il peggio di se in Malesia con un regolamento di conti da spaghetti western. In sala stampa la vecchia volpe, sentendo l'uva sfuggirgli dalle mani, cerca, sfruttando 20 anni di gloriosa carriera e una stampa amica, di mettere alle corde il folletto di Cervera. L'unico risultato che ottiene è dire addio ai propri sogni di gloria. Troppo uguali per continuare ad essere ''amici'' e troppo cannibali per non sbranarsi a vicenda. Una poltrona per due.

Andrea Dovizioso prima del podio del QatarLA DELUSIONE - Andrea Dovizioso. Sembra un paradosso visto la vittoria sfiorata al debutto e un ruolino di marcia da mondiale nelle prime gare. Il mite Andrea è purtroppo sparito dai radar strada facendo, soffrendo troppo ed inaspettatamente il confronto con l'altro Andrea. Per il Dovi urge dimenticare in fretta il 2015 se vuole continuare la sua carriera, da ufficiale, in MotoGP. Sliding doors.

LA CONFERMA - Le gomme. La differenza la fanno sempre loro e la bravura delle case e dei piloti sta nel capirle, comprenderle e assecondarle come si fa con una donna esigente e un po' volubile. Il ritorno della tipologia 2014 ha momentaneamente tarpato le ali alla rincorsa di Lorenzo, tanto da farlo imbufalire, e ridato slancio a Marquez, 3 vittorie e 1 secondo posto con i pneumatici senza edge rubber, numeri da dominatore, numeri da 2014. Spada di Damocle.

Pedrosa davanti a Rossi ad AragonLA SORPRESA - Daniel Pedrosa. Un mondiale che sembrava non dovesse nemmeno cominciare. Vecchi problemi fisici che non danno tregua al piccolo fantino catalano. Un'operazione da rischiatutto per non appendere il casco al chiodo. Una lenta riabilitazione a casa e poi in pista, con risultati spesso non alla sua altezza. Fino alla consacrazione nel finale di stagione. La soddisfazione di battere Rossi in un corpo a corpo duro e corretto, due vittorie perentorie e il lasciarsi scivolare le polemiche (altrui), uscendone pulito e rafforzato nell'immagine. Lazzaro.

IL SORPASSO - Finalmente una stagione con molte gare combattute e tirate, bagarre e arrivi al cardiopalma. Memorabili il duello fra Rossi e Dovizioso in Qatar, la lotta per il podio ad Aragon e la battaglia a quattro in Australia. Da dimenticare invece le battaglie rusticane e senza legge fra Rossi e Marquez, fatte di contatti, rallentamenti, cadute e tagli di curve. Dottor Jekyll e Mr. Hyde!

Carlo PernatL'ERRORE - Tanti, troppi, alcuni sicuramente evitabili. In pista, il più clamoroso, il volo di Lorenzo a Misano, poteva costare il mondiale. Con quelli fatti dai piloti col microfono in mano invece ci si potrebbe scrivere una trilogia. Inaccettabile, infine, quello commesso da Dorna. Concedere tanto, troppo, praticamente tutto in un primo momento, sacrificando lo sport sull'altare dello show, ed intervenire poi colposamente in ritardo ed in malo modo.

LA CURIOSITÀ - Yamaha era dal 2010 che non centrava il triplete (Titolo Piloti, Costruttori, Team). Nessuno sembra essersene accorto. Nemmeno loro.

IO L'AVEVO DETTO - Carlo Pernat. Ci fosse un podio occuperebbe tutti e tre i gradini. Memorabile la Perla di Labuan regalataci da SandoCarl in Malesia:''Ragazzi miei oggi ho assisto alla conferenza stampa più bella della mia vita''. 40 anni di motomondiale, non sentirli e non mostrarli.

A nome di tutta la redazione di GPOne grazie a tutti gli autori che hanno partecipato:

Dylan Dall’Arche, Bryan Dall’Arche, Danny Dusatti, Enrico Bortolone, Luca Di Cicco, Alessio Senese, Mirko Pellecchia, Striga Roberto, Sigmund Rusth, Laurie Trillot, Marco Pezzoni, Alessandro Paini, Nick Lecci, Leonardo Bonato, Francesco Fabri, Francesco Lubrano, Alessio Galimberti, Guido Iacozza, Silvia Beghi, Giorgia Caratelli, Simone Tota, Elisa Sic Brunori, Mattia Tamarozzi, Christian Scarabattoli, Beatrice Perazzi, Luisa Bizzotto, Francesco Carbonara, Geo Giandeini, Roberto Pinna, Ilaria Mazzola, Riccardo Andreotti, Lucato Federica, Francesco Ranieri, Simona Condò, Pasquale Daloiso, Alberto Pellegrinetti, Matteo Gadignani, Riccardo Perrone, Francesco Ciannamea, Simone Di Stefano, Lucia Gabani, Enrico Moroni, Marco Fabi, Claudio Dottorini, Luisa Caverzani, Davide Brufani, Angelo Gira, Federico Sanna, Francesco Allevato, Desirè Rocchietti, Alice Radice, Filippo Ballerini.





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