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MotoGP, Ducati si prepara agli esami del 2016

Continua la lotta con i giapponesi di Honda e Yamaha, in pista ma anche sul mercato

A volte dare un’occhiata alla storia fa bene per prepararsi al futuro. Così, sfogliando gli annali, salta subito all’occhio un dato che è facile dimenticare. A parte la parentesi del 2007 della Ducati, le Case giapponesi vincono interrottamente il titolo piloti della classe regina (500 o MotoGP) dal 1975. Quarant’anni di dominio, scalfito solo da Stoner con la Desmosedici.

Nel 2016, sarà ancora la Ducati l’unica azienda a potere mettere i bastoni fra le ruote ai giapponesi.

SERVE UNA VITTORIA - L’arrivo di Gigi Dall’Igna ha decisamente fatto cambiare aria a Borgo Panigale e nella scorsa stagione sono arrivati pole position (2) e podi (9). A inizio stagione sembrava addirittura che la GP16 potesse giocarsi il titolo, poi qualche problema di gioventù e qualche mossa sbagliata hanno cambiato l’orizzonte degli eventi.

La vittoria promessa dai vertici appariva una formalità, ma così non è accaduto. Ci sono stati dei GP incolori e Dovizioso ha perso la bussola, nonostante tutto il bilancio dell’anno ha il segno più.

Ma non basta, perché i piazzamenti fanno solo aumentare l’appetito se non si riesce a centrare il bersaglio più grande. E’ questo il primo obiettivo per l’anno che verrà, quasi un imperativo categorico, verrebbe da dire.

Una vittoria non ha significati assoluti, ma fa bene al morale e spesso permette di fare scattare quel ‘click’ di cui c’è bisogno. Anche perché Iannone non ha mai vinto in MotoGP, mentre l’ultimo successo del Dovi risale al 2009.

LA FAMIGLIA SI ALLARGA - In verità una vittoria sul campo dei giapponesi, Ducati l’ha già segnata. Ha surclassato Honda e Yamaha come numero di moto in pista, e non è un risultato da poco. Sulle varie versioni delle D16 ci saranno 8 piloti (2 per il team ufficiale, altrettanti per Pramac, Aspar e Avintia). Un bel colpo, se si considera che le Yamaha saranno 4 e le RC213V 5.

Mai come in questo caso, l’unione farà la forza perché con le novità tecniche previste per il 2016 potere contare su più piloti è un bell’aiuto. Si è già visto negli ultimi test di Jerez, quando Ducati ha potuto contare su tutti i piloti velocizzando così il lavoro, soprattutto per quanto riguarda l’elettronica.

Tutti sono concordi a dire che chi si adatterà prima alle novità avrà un vantaggio ad inizio anno ed è quello a cui puntano a Borgo Panigale. Più piloti significa più dati, più informazioni, la possibilità di indagare contemporaneamente più strade alla volta per trovare la migliore. E questo vale anche per le gomme.

Un maggior numero di clienti non si traduce quindi solamente in maggiori entrate economiche, ma anche, per così dire, tecniche.

PILOTI… PRESENTI E FUTURI - Naturalmente anche i due Andrea saranno messi alla prova, e non solo perché il contratto di entrambi è in scadenza. La coppia italiana ha mostrato di potersela giocare ad armi pari con i migliori (Lorenzo, Rossi e Marquez) ma non costantemente.

Il livello attuale della MotoGP non permette debolezze e i due piloti dovranno dimostrare tutte le loro qualità. L’occasione è molto ghiotta e bisogna saperla sfruttare.

Anche perché Ducati, potrebbe giocare un ruolo fondamentale nel mercato. Al momento, la priorità di Yamaha e Honda è quella di riconfermare i propri top rider, Lorenzo e Marquez. Una Desmosedici competitiva, però, potrebbe guastare i piani.

Sia Jorge che Marc hanno sempre corso con la stessa marca in MotoGP, un cambio sarebbe affascinante, perché permetterebbe di entrare nel ristretto club di piloti vittoriosi con moto diverse.

Non è un mistero che Dall’Igna abbia grande stima per Lorenzo e anche se il maiorchino ha recentemente dichiarato di volere un rinnovo di altri due anni con Yamaha, tutto potrebbe accadere. Del resto di abboccamenti fra Borgo Panigale e Maiorca ce ne sono già stati in passato.

Anche Marquez potrebbe essere nella lista della spesa, soprattutto se Honda ripetesse gli stessi errori del 2015 sullo sviluppo della moto. Poi c’è l’incognita Stoner, ma quello è un capitolo sempre misterioso.

Di sicuro, c’è molta carne al fuoco sulla griglia di Ducati. L’importante sarà non sbagliare i tempi di cottura.

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