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Pirro: MotoGP, segui l'esempio della F1

Parla Emanuele ex pilota e commissario sportivo: "giudizi rapidi e autonomi"

Pirro: MotoGP, segui l'esempio della F1

Le vicende di fine stagione hanno dato uno scossone anche ai piani alti della MotoGP, che hanno dovuto iniziare a ripensare ai propri giudici. La Direzione Gara, a Sepang, ha dimostrato infatti la sua incapacità a gestire il clima di tensione fra Rossi e Marquez. Sia non convocandoli prima della gara, sia sbagliando tempi e modi della penalizzazione.

Il prossimo anno ci saranno cambiamenti, Loris Capirossi (lo abbiamo scritto ieri) con tutta probabilità ritornerà in Direzione Gara e fra qualche settimana scopriremo anche i suoi colleghi. In questo caso, la MotoGP dovrebbe prendere esempio dalla Formula 1.

Ne è convinto Emanuele Pirro, ex pilota di Formula 1, collaudatore della McLaren, plurivincitore della 24 Ore di Le Mans e membro del collegio dei Commissari Sportivi della FIA in F1.

Come operano i giudici nelle quattro ruote? Lo ha spiegato in un’intervista rilasciata al Corriere dello Sport in edicola oggi: “In ogni Gran Premio vengono nominati quattro Commissari Sportivi. Non siedono in Direzione Gara. Qualora ci sia un episodio che abbia bisogno di un giudizio, la Direzione Gara si mette in contatto con il chairman del collegio e dal quel momento questo diventa organo giudicante. Il più alto in assoluto. Nessuno poi può più mettere bocca su quanto deciso.

Questo collegio è composto dal chairman che è il membro più anziano, un altro viene scelto dall’automobil club locale, fra i rimanenti c’è sempre un ex pilota. Tutti hanno una licenza per svolgere quel ruolo, ma non basta,

Non è che si viene catapultati nel collegio: il gruppo è sempre più ristretto per una questione di qualità. Siamo una decina, ed ognuno fa almeno 4 o 5 Gran Premi, il chairman anche 7 o 8" spiega Pirro. Per decidere "ci mettiamo il tempo che ci vuole, che ovviamente significa il più rapidamente possibile, ed in modo assolutamente autonomo. Vorrei sottolineare che è un incarico a titolo assolutamente gratuito. Sono pagate solo le spese di viaggio”.

In questo modo si garantisce l’imparzialità. Ma cosa avrebbe deciso Emanuele sul contatto Rossi-Marquez?

“Rispondo a titolo assolutamente personale, avendo visto, come tutti, solo i fatti in TV. Dunque: secondo me Rossi andava giudicato solo sull'intenzionalità di portare fuori traiettoria Marquez - la sua opinione - Il calcio, a cui personalmente non credo, è assolutamente ininfluente. Peraltro in moto i due piloti si trovavano a due altezze diverse, Marquez aveva le spalle all'altezza della gamba di Rossi. Probabilmente la penalizzazione giusta sarebbe stata un ride through. quella di portare un pilota fuori traiettoria è una cosa che non va fatta. C'è anche però l'intenzionalità di Marquez di rallentare Rossi.

Lo sappiamo, a Sepang tutto questo non è successo. Anzi, la Direzione Gara ha peggiorato la situazione mettendoci troppo a decidere e poi commentando le sue scelte.

Un giudice si deve attenere alle decisioni prese, senza commentarle con la stampa. Pe questo motivo, il fatto che in F1 siamo in quattro non mette a rischio la decisione. Non esiste la parità”, conclude Pirro.

A volte, copiare fa bene.

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