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MotoGP, I 10 "buoni" motivi per aspettare il 2016

Fra un panettone e un pandoro gli (im)probabili tormentoni: Rossi, Stoner, Ducati..

Dicembre non è il miglior mese per parlare di moto. La mente vaga su pendii innevati, alberi addobbati e lauti cenoni. I piloti sono in vacanza e le polemiche congelate. Qualcuno, dopo il quinto digestivo sospettosamente simile al paraflu, cerca di tenere viva l’attenzione discettando se il rosso della divisa di Babbo Natale sia un omaggio alla Ducati o se piuttosto la lunga barba nasconda dei trascorsi da harleysta.

Si tratta di un semplice male di stagione, che si cura dopo qualche settimana. Quando a Sepang i cancelli si apriranno e le MotoGP ricominceranno a rincorrere le lancette dei cronometri. Questa volta l’attesa è leggermente più pruriginosa, perché il 2015 ha lasciato qualche conto in sospeso e ha dato un antipasto di tanti cambiamenti.

Per aspettare con ansia il 2016 ci sono tanti “buoni” motivi, almeno 10, per scoprire…

- SE LA DUCATI VINCERA’ UN GP - Questa è una questione di principio perché l’hanno promesso un anno fa e ci avevamo pure creduto. Se accadesse, forse si riuscirebbe a non tornare magicamente al 2010, al telaio in carbonio o a traliccio e a Casey Stoner in una qualsiasi conversazione in cui compare la parola Ducati. Il fantasma dell’australiano viene evocato a ogni piè sospinto, trasformando ogni presentazione in una seduta spiritica. Insomma, voi a Borgo Panigale, datevi da fare perché non se ne può più.

- SE STONER FARA’ UNA WILD CARD - A proposito di Stoner, ormai l’hobby più in voga è scommettere se e quando Casey correrà un GP. In alcune tavolate la tombola è già stata eliminata in favore del toto-Stoner. Per azzeccarci è lecito qualunque mezzo: dalla divinazione del volo degli uccelli, allo studio delle congiunture astrali, ai segreti rivelati dall’amico del cugino del meccanico che una volta lo ha visto al ristorante. Quando tornerà, tutti ne rimarranno delusi.

- CON CHI LITIGHERA’ VALENTINO - Non che rimangano ancora molti piloti con cui farlo, ma questa è una delle occasioni in cui i tifosi si trasformano in fedeli e le discussioni in uno scambio di insulti. C’è chi passa le vacanze natalizie preparando le immagini photoshoppate da mettere su Facebook prima degli altri e chi va in cerca di nuovi insulti in lingue arcaiche fra tomi polverosi per sfuggire ai filtri. Si potrebbe spiegare che tutto questo non ha nulla a che vedere con il motociclismo, ma neanche lo spirito del Natale ha presa.

- SE VALENTINO CONTINUERA’ - Preparatevi al ritornello che inizierà a metà gennaio con la presentazione del team Yamaha e continuerà fino a data da destinarsi. Nessuno crederà mai che il diretto interessato non abbia ancora preso una decisione e si cercheranno indizi in ogni frangente, meglio se improbabili. In caso di decisione positiva è previsto un pellegrinaggio festoso a Tavullia, se negativa un pellegrinaggio luttuoso a Tavullia. Piccola variante: in estate, durante le vacanze, la domanda cambierà in: se Valentino farà un figlio. Per qualche ragione, è previsto che l’animale-pilota si riproduca solo col caldo.

- SE UN ITALIANO VINCERA’ UN MONDIALE - Qui c’è poco da ridere, purtroppo. L’ultimo è datato 2009, e firmato Rossi. Poi il vuoto cosmico. In Moto3 giochiamo sulla quantità oltre che sulla qualità, in MotoGP sulle Ducati oltre che sul solito Valentino. Per scaramanzia, meglio non aggiungere altro.

- CHI COMPRA CHI AL MERCATO - Con tutti i contratti in scadenza le bombe sensazionalistiche saranno all’ordine del giorno, con scambi e accordi massonici che non si vedevano dai tempi degli album delle figurine. La fantascienza prenderà piede e nessuno potrà rimanerne escluso. Altro che Star Wars.

- SE QUALCUNO RIMARRA’ IN PIEDI CON LE MICHELIN - Le nuove gomme con l’anteriore saponate promettono spettacolo e colpi di scena. Nei test si sono già visti numeri da circo e non abbiamo ancora cominciato. Dopo la prima gara, i più nostalgici incominceranno a pronunciare frasi come “si stava meglio quando si stava peggio”.

- SE CON LA NUOVA ELETTRONICA SI FANNO LE DERAPATE - Inutile complicarsi la vita con investimenti milionari, analisi del software e scontri sui regolamenti fra le Case. Il tutto si riduce a un semplice spartiacque: o le moto fanno le derapate o no. Nel primo caso, si può inneggiare al ritorno dei bei vecchi valori del passato e lodare i piloti come nuovi eroi. In caso contrario, le moto sono diventate telecomandate, robe da fighetti e chiunque può guidarle.

- SE L’APRILIA FARA’ UNA VERA MOTOGP - Dopo anni di SBK travestite sembra giunta l’ora del grande passo. A meno che questa volta non si decida di partire dai carter dello Scarabeo, dovremmo vedere una moto tutta nuova. E sarebbe anche ora.

- CHI SARA’ LA NEXT BIG THING - E’ impossibile prevedere a chi toccherà questa (s)fortuna. A volte serve un vittoria, altre una pole, altre ancora un podio. Dopo questo, seguono decine e decine di interviste, articoli di commento e biografie non ufficiali per circa una settimana. Scaduto questo periodo - a meno di altri successi - il nome cade nel dimenticatoio e il pilota non viene neanche più salutato dai familiari e trattato come un paria nel paddock. Il processo può ripetersi anche più volte.

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