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SBK, La Superbike fra futuro ed estinzione

Proteggiamo ciò che amiamo. L'evoluzione passa dalla differenziazione dalla MotoGP

Il cambiamento di orari del mondiale Superbike con lo spostamento di Gara1 al sabato è il segno, inequivocabile, del fatto che la Superbike stia cercando un nuovo equilibrio sotto l’ombrello della Dorna.

Dopo l’acquisizione da parte della società spagnola e l’uscita da Infront e dalla gestione dei fratelli Flammini, il mondiale delle derivate di serie è infatti alla ricerca di una nuova identità.

Fino a due anni fa, infatti, i due campionati erano in guerra su tutto, dalle prestazioni assolute delle moto alle categorie partecipanti, con un conflitto iniziato con il ritorno dei 4 tempi nel motomondiale – ricorderete che le prime MotoGP era di 990 cc per non parlare di ‘mille’ – e proseguito con l’introduzione della Moto2 prima e della sottocategoria CRT poi.

Oggi tutto questo appartiene al passato, purtuttavia la Superbike non ha ancora trovato la sua ragione d’essere.

Abbandonata la corsa folle alle prestazioni che aveva trasformato le SBK in prototipi di serie e generato un aumento dei costi insostenibili per i team privati, ora la categoria si appresta a ripiegarsi su sé stessa con un nuovo ordine che è già iniziato.

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