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MotoGP, Michelin ed elettronica preoccupano la Honda

Marquez: "Non possiamo scegliere il motore finché l'elettronica non funziona". Tester in pista da lunedì a Jerez

La Honda è piuttosto preoccupata del rendimento delle Michelin e manderà ben due  dei suoi collaudatori, Aoyama e Takahashi, ai test di Jerez, lunedì e martedì prossimo. Se infatti la proibizione di provare è tuttora in vigore, e lo rimarrà sino alla fine di gennaio, è vero anche che vale solo per i piloti ufficiali.

La preoccupazione della Honda è correlata al fatto che negli ultimi test Marc Marquez è caduto due volte e anche se uno dei voli è stato probabilmente causato da un malfunzionamento della nuova elettronica questo fatto aggiunge pensieri, non li toglie.

Al termine di quella prova, infatti, sia Marc che Dani Pedrosa non sono stati capaci di scegliere fra le versioni evoluzione dei motori portati, tanto che ad un certo punto Marquez se ne è uscito con una dichiarazione che ha una sua logica: "E' inutile fare una scelta così importante come quella di un motore se l'elettronica non è a posto. Così è impossibile dare un giudizio".

Per questo motivo l'HRC confida molto in questi test: vuole eliminare alcune variabili. Una è quella dell'elettronica, lavorando sul software unico, la successiva è quella delle gomme.

Non dobbiamo infatti dimenticare che questo test invernale a Jerez è stato effettivamente voluto dalla Michelin per verificare il comportamento delle proprie gomme con un asfalto probabilmente freddo.

Il problema ormai è noto: la filosofia degli uomini di Clermont Ferrand è quello di ottenere la prestazione in uscita di curva, puntando sul grip in accelerazione, non sulla possibilità di tenere un'alta velocità di percorrenza nella fase di ingresso in curva.

Una conseguenza logica, oseremmo dire inevitabile, se pensiamo al fatto che le Michelin sono nate con le intrattabili 500 due tempi. Con le mezzo litro, capaci di accelerazioni rabbiose ma sicuramente nervose alle minime aperture di gas, non si potevano pennellare le curve  - a meno di non chiamarsi Eddie Lawson naturalmente! - e la tecnica di guida era incentrata principalmente nel cercare di passare meno tempo possibile al massimo angolo di piega.

La trattabilità delle mille quattro tempi ha cambiato questa filosofia, anche se alcuni piloti continuano a preferire - Dani Pedrosa è uno di questi - la tecnica introdotta alla fine degli anni '70 da Kenny Roberts e portata alla perfezione da Freddie Spencer.

Ovviamente questi tre fattori messi assieme, nuove gomme, nuova elettronica ed infine nuovo motore, rappresentano una grande sfida per l'HRC. Una sfida che anche le altre case sono chiamate ad affrontare, ma probabilmente con meno stress del colosso giapponese che per l'intero 2015 ha faticato ad ammansire la 'belva', riuscendovi solo, e parzialmente, da metà stagione in poi.

Non si deve dimenticare, poi, che lo stile di guida aggressivo di Marquez, fra i magnifici 4 della MotoGP, è forse quello meno adatto a trarre il massimo dalle gomme francesi. Se infatti si potrebbe eccepire che Jorge Lorenzo ha fatto della velocità di percorrenza a centro curva e del massimo angolo di inclinazione i suoi cavalli di battaglia, è altresì vero che Porfuera ha uno stile di guida pulitissimo e morbido, che non stressa moto e gomme. Jorge mette la sua M1 esattamente lì dove deve essere, giro dopo giro.

Come ha detto in una occasione Aleix Espargarò "il mio riferimento nelle traiettorie è di mezzo metro, quello di Lorenzo di due centimetri".

La capacità di non 'tirare' mai la moto da una parte all'altra della pista consente - consentirebbe - dunque meglio a Jorge che a Marc di far lavorare al meglio le Michelin che non sopportano strapazzi e brusche variazioni di carico, proprie quelle a cui le sottopone Marquez.

Il motivo, oltre che filosofico, come abbiamo detto prima, è anche tecnico e non deriva solo dal fatto che i nuovi cerchi da 17" voluti dalla Michelin comportano profili e superficie di gomma a terra diversi (minori) da quelli ai quali sono abituati i piloti.

Da sempre infatti le carcasse delle gomme Michelin sono più morbide, meno rigide delle Bridgestone e questo comporta una variazione dell'area di contatto sull'asfalto a seconda del carico applicato.

Insomma un bel rebus da risolvere per la Honda, come per gli altri costruttori, prima di Natale.

A quella che sarà probabilmente l'ultima prova dell'anno parteciperà anche la Ducati con Michele Pirro e l'Aprilia con Mike Di Meglio.

 

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