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Ducati 959 Panigale: più libera, più godibile

L'INTERVISTA - La direzione? Più prestazioni sì, ma godibili per tutti

Ducati 959 Panigale: più libera, più godibile

Media Cilindrata? Proprio no, sia chiaro. E nemmeno parlare di Panigalina risulta essere corretto. D'altro canto, non usavamo più questa accezione nemmeno per la 899 dopo averla provata, figuriamoci con la nuova 959. Ed allora, questa nuova Panigale, dove possiamo catalogarla? Da nessuna parte.

Anzi, forse è proprio questo è il bello di una moto che non vuole e non deve corrispondere ad alcun legame sportivo, regolamentare.

Il brutto? Non poter partecipare ad alcun campionato. Il bello? Avere una moto che punti a fare del divertimento libero, facile, immediato il suo cavallo di battaglia.

Ducati ha scelto questa strada. "E' una via di accesso per la sorella maggiore, ma non si tratta di una entry level, ne di una moto di media cilindrata ovviamente". A parlare è Stefano Strappazzon, Veichle Project Manager della 959 Panigale. Più profanamente, possiamo inquadrarlo come 'papà'.

La questione nodale è semplicemente una: che senso ha fare una Panigale 1199 e 1299 se poi un utente vorrebbe guidarla in maniera più spensierata? L'epoca dei 'nudi e crudi' è passata da un bel pò in effetti, perchè altrimenti dovremmo tornare ai carburatori, l'acceleratore a cavo, le gomme a pera e chi più ne ha più ne metta.

Chi scrive ha avuto modo di provarla (il test qui), e non può fare a meno di pensare che - volendo - il motociclista 'di una volta' può benissimo disattivare e azzerare l'elettronica, personalizzarla come al solito con i riding mode, o impostarla a proprio piacimento. Oppure scegliere una moto più estrema per l'utilizzo in pista, molto semplicemente.

"Con la 899 e la 959 siamo andati verso la direzione di unire prestazioni ad una moto sempre più godibile. L'aumento della potenza c'è stato in questi anni e ci sarà, ma sarà aiutato dall'elettronica. Con i controlli di trazione riusciamo a gestire un utente medio senza problemi.

Si riesce ad avere un motore performante ma al contempo sfruttabile per la pista e la strada. Non abbiamo voluto essere vincolati alle competizioni proprio per avere una moto più possibile adatta all'uso stradale ma anche ad alte prestazioni".

Come si è intervenuti tecnicamente nel passaggio da 899 a 959 e perchè tale scelta?

"Il motore è cambiato per due motivi. Da un lato le emissioni, dal lato le prestazioni. La cilindrata è stata aumentata incrementando la corsa, mentre l'alesaggio è rimasto immutato rispetto alla 899.

Questo ha comportato il dover ridisegnare l'albero motore, la biella, il pistone ma non solo. Abbiamo dovuto introdurre un filtro aria più impermeabile con una portata maggiore, abbiamo introdotto la frizione antisaltellamento servo assistita.

Infine abbiamo introdotto un giro tubi di diametro maggiorato preso dalla sorella maggiore.

Da non sottovalutare inoltre, l'aggiunta di un ulteriore iniettore come per la sorella maggiore. Questo per incrementare le prestazioni ad alti regimi e raggiungere il livello prefissato di potenza e coppia. Inoltre, anche la forma della linea della coppia è più piatta e piena.

Dal punto di vista delle emissioni, sono stati modificati i coperchi della testa ed i coperchi della frizione per aumentare la rigidezza e migliorare l'acustica del motore stesso. Inoltre sono stati introdotti materiali fono assorventi ed una catena più silenziosa.

Il motivo? Bisogna capire che la normativa Euro 4 è abbastanza restrittiva, bisogna vedere e analizzare non solo in termini di decibel, ma anche da dove esce il suono, tanto per fare un esempio. Con la normativa Euro 4 il suono deve uscire dalla zona posteriore del veicolo".

La volontà con la 959 era quella di migliorare anche stabilità e trazione. Operazione riuscita

"Abbiamo preso come riferimento la ciclistica della 1299, scelto di introdurre un abbassamento del pivot del forcellone di 4 millimetri proprio per questo motivo. Il passo è aumentato per il cambio della rapportatura finale.

Abbiamo praticamente tolto un dente di corona, ma l'allungamento non ha portato effetti negativi. Infine abbiamo alzato il retrotreno di 4 millimetri per migliorare la maneggevolezza".

L'idea quindi, è che a Borgo Panigale abbiamo voluto pensare ad una Panigale facile e non così estrema come la sorella maggiore. Anche in fase di presentazione si è puntato sul concetto di 'utilizzo stradale'.

Non a caso, in un mercato che latita - quello delle supersportive - la 899 ad oggi è stata un buon successo di vendite in paesi come Inghilterra, dove lo sfruttamento della moto più eterogeneo che nel Belpaese, per dire.

La 959 Panigale deve essere considerata una moto libera. "Se la vediamo dal punto di vista dei regolamenti, se la inquadriamo in una filosofia settorializzata, andiamo fuori strada".

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