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MotoGP, Redding vola, Marquez anche, ma non è colpa sua

Per Marc due cadute, colpa di elettronica e gomme. Strada in salita ma c'è ottimismo

Le difficoltà che stanno incontrando i piloti della MotoGP a Jerez, costretti a confrontarsi con le nuove Michelin e l'elettronica unificata, sono intuibili osservando i tempi fatti registrare dalle Superbike contemporaneamente in pista.

Anche se un vero confronto è impossibile perché Sykes e Rea hanno utilizzato le Pirelli supersoft da qualifica, eppure questa cosa fa pensare.

Del resto non è una novità nelle corse che i miglioramenti tecnici valgono qualche decimo, ma solo con pneumatici diversi si tirano giù i secondi.

Inutile anche fare confronti con il passato: Jerez in inverno è una pista molto più veloce che durante l'estate quando la temperatura elevata fa scivolare le coperture in curva diminuendo drasticamente l'aderenza.

E poi c'è il fattore test: i piloti della SBK perfezionano messe a punto che già conoscono, quelli della MotoGP in questo momento sono in mare aperto e senza punti di riferimento. Costretti a limitarsi mentre cercano di prendere confidenza con le Michelin (specie l'anteriore), e contemporaneamente affinano la gestione elettronica Dorna.

Detto questo il più veloce a Jerez è stato Scott Redding, che però ha fatto il suo tempo al mattino, con una gomma fresca. Il pilota britannico è stato poi in grado di eguagliare la sua prestazione, ma non è stato molto costante. Al contrario ovviamente di Marc Marquez fermatosi a due decimi (tempi ufficiosi), ma capace di girare con un passo regolare, così come Petrucci alla seconda presa di contatto con la Desmosedici GP15.

Sul passo, meglio, su come tirare fuori il massimo dalla nuova combinazione gomme/elettronica si sono concentrati anche i due Andrea, Dovizioso e Iannone.

Quest'ultimo addirittura ha praticamente utilizzato un solo set di gomme.

Due cadute hanno invece caratterizzato il test di Marc Marquez.

"Una è avvenuta alla curva 3 in un modo veramente strano - ha spiegato Marquez - ero sul gas ed improvvisamente il motore è diventato molto aggressivo facendo perdere aderenza al posteriore. E' stato un highside, violento, inusuale per una MotoGP, dipeso probabilmente dalla nuova elettronica.  Il secondo, invece, è stato colpa mia, stavamo facendo un confronto fra i due motori e per provarli sono stato troppo aggressivo in frenata ed ho perso l'anteriore a causa della mancanza di confidenza con la Michelin".

C'è ancora lavoro da fare in casa Honda.

"Sì, dobbiamo ancora decidere quale propulsore usare perché non vogliamo commettere nuovamente l'errore di quest'anno - ha proseguito Marquez - ma ovviamente con la nuova elettronica i confronti sono molto difficili. Sembra che le Ducati soffrano di meno il problema, probabilmente perché utilizzavano già la centralina Marelli, mentre per noi è tutto nuovo".

I tempi ufficiosi (MotoGP)

1. Redding (Ducati) 1.38.9 (gomma nuova)

2. Marquez (Honda) 1.39.1 (passo di 1'39"3/4)

3. Petrucci (Ducati) 1.39.3

4. Iannone (Ducati) 1'39"6 (con gomma usata)

5. Dovizioso (Ducati) 1.39.7

6. Pedrosa (Honda) 1.39.9

7. Barbera (Ducati) 1.39.9

8. Hernandez (Ducati) 1'39.9

9. Baz (Ducati) 1.40.2

 

I tempi Superbike

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