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MotoGP, Petrucci: Stoner? spero mi insegni ad andar forte

VIDEO "Il problema sono le Michelin: non riusciamo a capirne il limite"

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L'ultimo test della stagione a Jerez è una ottima occasione per sperimentare e Danilo Petrucci l'ha presa al volo visto che poi dovrà proseguire l'allenamento a secco fino ai test di Sepang.

Petrux non è il solo a sperimentare: anche il nostro 'Garlic', sceso dalla GPOnecar si è messo alla prova con un  microfono pubblicando questa intervista sulla nostra pagina facebook…ed è confuso: pensa di essere ancora a Valencia!

In compenso Danilone (qui il suo video nella GPOnecar girato al Mugello) come al solito non si è fatto la barba, approfittando dell'assenza della collega Irene Saderini di Sky, la sua compagna. Ma per lui tutto è meglio che stare a casa e lavorare!

"Ho ancora voglia di andare in moto perché c'è molto da fare - racconta al nostro Aglio dopo i convenevoli di rito - Si pensa di avere tanto tempo perché i prossimi test ci saranno a febbraio, ma non è vero. Certo, dopo 18 gare più i test è dura salire in moto, non ci sono state pause, ma guidare è sempre meglio che andare in palestra".

Anche per il pilota ternano la notizia dell'arrivo di Casey Stoner come collaudatore è stata una novità, ma Petrux va più in là di questo.

"Magari Stoner mi togliesse un po' di lavoro - è la sua speranza, poi azzarda - e se mi facesse anche vedere come si fa (ad andare forte N.d.R.) sarebbe anche meglio".

A Jerez il pilota del team Ducati-Pramac si è impegnato in tutte e tre le aree attualmente sotto osservazione.

"Stiamo lavorando sul set-up, cerchiamo di capire le gomme e di capire anche il software, anche perché la GP15 non ha nulla a che vedere con la 14. Per questo abbiamo fatto tanti giri con le gomme usate, portandole sempre a fine vita, ben oltre la distanza di gara. Non abbiamo nemmeno mai fatto un time-attack perché non ce n'è  bisogno, comunque ho girato forte. Mi piace come stiamo lavorando, stiamo progredendo passo passo e siamo soddisfatti".

Il problema principale per Danilo Petrucci, è quello di tutti gli altri piloti in pista.

"Capire bene le gomme. Non si riesce a individuare quando si è al limite, ogni volta che spostiamo il peso non sappiamo quanto si può caricare l'anteriore o il posteriore. Per quanto riguarda l'elettronica, invece, credo che alla fine dovremmo lavorare più noi piloti".

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