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SBK, Hayden: spero di tornare competitivo

"Cambiare fa bene. Le differenze fra MotoGP e SBK? Meglio non diventare pazzi pensandoci"

E’ sempre fra i primi a scendere in pista al mattino e l’ultimo a uscire dal box la sera. Nicky Hayden sta mettendo il massimo impegno nella sua avventura in SBK. Con l’umiltà che lo contraddistingue, non ha avuto remore a rimboccarsi le maniche e mettersi a testa bassa.

C’è tanto lavoro da fare, ma fa parte del gioco”, sorride.

E questo è solo il secondo test sulla CBR per te…

E’ tutto diverso, ad Aragon mi sembrava strano guidare questa moto e anche qui a Jerez nelle prime due o tre uscite. Poi abbiamo fatto qualche aggiustamento e le cose si sono messe a posto. Devo dire che ora mi diverto a guidarla”.

Qual è la più grossa differenza?

Principalmente il motore, quello della MotoGP spingeva molto di più. Anche la posizione in sella è diversa. Ma non voglio diventare pazzo pensando a tutte le differenze rispetto a prima, meglio concentrarsi per mettere a posto la moto. Però non poter cambiare i rapporti del cambio è un bel problema, in qualche curva sono in mezzo a due marce (ride)”.

E l’elettronica?

Rispetto a quella Open permette di agire maggiormente, non è male e la preferisco. Con la Open non si riuscivano a mettere a terra i cavalli, del resto basta sentire cosa dicono i piloti ufficiali della MotoGP del nuovo software, e non hanno provato quello che usavo io….

In quali aree bisogna lavorare?

La prima apertura di gas è la parte più critica, il posteriore pattina molto. Anche il freno motore mi è sembrato un po’ troppo libero”.

Cambiano anche le gomme…

Naturalmente anche le Pirelli sono diverse, ma mi hanno dato buone sensazioni, anche se non mi sembrano troppo consistenti. Il posteriore però va molto bene, anzi, nelle curve piatte direi che è meglio di quello Bridgestone”.

Continuiamo con le differenze, dovrai fare due gare in un solo giorno. Preoccupato?

“Ho dato un’occhiata agli orati dei weekend ed effettivamente i tempi sono stretti. Ho parlato delle due manche con mio fratello Roger, perché nel MotoAmerica si usa la stessa formula. E’ qualcosa che dovrò capire bene, come tante altre. Correrò anche su nuove piste, non resta cha aspettare e vedere come andrà”.

Qual è il tuo atteggiamento in questi giorni di test?

Non sono uno di quei piloti che dicono: oggi non ho dato il massimo, sono andato solo all’80% (ride). Ogni volta che scendo in pista spingo. Non ho ancora provato la gomma da tempo, però, forse lo farò oggi”.

Stai già pensando agli obiettivi per il prossimo anno?

Non riesco a dare dei numeri, una posizione in cui stare. L’importante è essere competitivi, però le Kawasaki sono molto veloci. In questo momento mi sembra che il gap da loro sia grande, non mi piace troppo”.

Passare alla SBK ti ha dato maggiori motivazioni?

Gli ultimi due anni sono stati duri, non lo nego, ma non non è corretto dire che mi sento più motivato. Però è anche vero che i cambiamenti fanno bene, avrò tante cose da scoprire e imparare. Spero di lottare per posizioni migliori, non era il massimo rischiare tutto per arrivare 13° piuttosto che 14°”.

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