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Eicma 2015: Il tassello mancante

La XDiavel eletta come moto più bella, vero, ma dietro c'è tanta carne al fuoco...

Eicma 2015: Il tassello mancante

Si spengono i riflettori sull'edizione 2015 di Eicma. Ducati ha vinto il premio di moto più bella con la sua XDiavel, variante cruiser del suo diavolo in grado di sfornare coppia a volontà e potenze da supersportiva, unendola ad uno stile ora più centrato verso un certo tipo di motociclisti, e inaugurando la prima moto con trasmissione a cinghia.

E' stata un'edizione meno roboante, e dai toni meno trionfalistici rispetto a quella dello scorso anno, questo è evidente. Nel 2014, gli appassionati delle due ruote, sopratutto gli amanti delle corse, hanno potuto soddisfare tutti i propri appetiti tra R1M, 1299 Panigale o l'estrema H2R di casa Kawasaki, senza dimenticare la RSV-4 RF di Aprilia.

Un'ottima annata se avessimo parlato di vino. Di quelle che verranno raccontate con quel pizzico di malinconia quando si guarderà indietro. Il timore di un effetto opposto per questa edizione di Eicma c'era.

Le case tutte non avevano in serbo un modello che avrebbe potuto 'sbaragliare' mediaticamente la concorrenza. Vuoi perchè alcuni erano stati anticipati da una campagna mediatica di lungo corso, vuoi per precise scelte, i toni si erano un poco abbassati.

Eppure mai come quest'anno, ogni singola azienda, sia riuscita a 'chiudere il cerchio', a mettere quei tasselli mancanti, quel pezzo del puzzle in grado di completare l'opera. Ecco, l'Eicma del 2015 può identificarsi con quella tessera mancante che rende completa un'opera, un progetto.

Prendiamo ad esempio proprio la Ducati. E' vero, la roboante XDiavel l'ha fatta da padrona, ma la grande rivoluzione è stata sicuramente quella di essere entrata all'interno di un segmento - quello delle entry level - con la piccola Scrambler, una moto per neopatentati. Prevedibile direte voi ed è vero.

Ma quanti avrebbero pensato ad una 'piccola' in grado di uscire da Borgo Panigale un paio di anni fa? Lo stesso si potrebbe dire per l'Enduro della Multistrada. Passiamo dall'altro lato della barricata italiana, spostandoci tra Pontedera e Noale.

Anzi, torniamo a circa un anno fa, quando alla presentazione dinamica della Guzzi V7 II, appena sceso dalla moto, scambiavo pareri con un collega: "bellissima questa moto, con un telaio azzeccatissimo. Peccato solo...avesse qualche cavallo in più". Ecco, detto fatto, la tessera mancante, quella V9 svelata al Salone di Milano, quasi a legger nel pensiero. E che dire di Yamaha? Dopo l'attesissima R1M, in tanti si attendevano la derivata Streetfighter. Che puntualmente è stata svelata. Prevedibile certo, ma anche qui il cerchio è stato chiuso.

Vogliamo parlare di BMW? La casa dell'Elica da anni ha deciso di sdoganarsi. Prima la supersportiva, poi la streetfighter, addirittura una Crossover quattro cilindri. Ora una piccola monocilindrica come la G 310 R. Kawasaki e Suzuki dal canto loro hanno portato le nuove Superbike. E se la casa in verde aveva già anticipato la propria bestia accostandola al team ufficiale Superbike, dall'altro Hamamatsu ha svelato una moto attesa da (fin troppi) anni in veste di concept. Come si può poi non parlare della Honda che riporta in auge l'Africa Twin, icona degli anni Ottanta, vera e propria leggenda che finalmente si svela nella sua interezza. Mancava la moto in grado di far sognare da parte della casa dell'Ala.

Eccola in grado di far sbavare giovani e meno giovani. Verrebbe da parlare di KTM con la versione GT della sua Superduke, visto come le sport tourer, le moto con declinazione sportiva ma in grado di affrontare tragitti medi da turismo stanno fortemente tornando in auge. La sensazione di questa edizione di Eicma è invero chiara, ed è un qualcosa che chi scrive avverte da un pò di tempo.

Un vecchio detto cinese dice che le parole "problema e opportunità" si scrivono con lo stesso ideogramma. Ecco, alla grande emorragia di vendite, alla crisi del settore due ruote, il presente ha regalato una reazione intelligente, versatile, eterogenea da parte della case

E' oramai praticamente impossibile identificare una casa come 'settorializzata', specializzata in un determinato tipo di moto, anzi.

E ciò che più colpisce è l'estro, la fantasia con cui si sta cercando di andare oltre, di non porsi limiti, in taluni casi anche facendo storcere il naso a qualche purista. Vien da pensare alle moto a tre ruote tanto per fare un esempio. Alla crisi si è reagito e si reagisce con gli investimenti, con la volontà di offrire prodotti diversi, in grado di soddisfare quante più persone, cercando quindi di regalare 'un sogno per tutte le tasche'.

Perchè - alla fine - di questo si tratta quando si parla di motociclette. Permettere di far sognare chi ha la passione dentro.

Le due ruote, molto più che le quattro - proiettate verso concetti e standard di guida sicura sempre più elevati, ma forse ancora troppo veicolati a rigide logiche standardizzate - stanno compiendo una rivoluzione silenziosa dettata dalla fantasia e dalla passione.

L'edizione 2015 di Eicma era il tassello mancante. Forse meno roboante, ma altrettanto rivoluzionario.

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