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MotoGP, Stoner2, il ritorno: un sogno o una possibilità?

Potrebbe regalarci una nuova sfida con Rossi? Doohan: "non so se tornerà a gareggiare"

Cosa ha convinto Casey Stoner a lasciare la Honda per la Ducati, in poche parole a tornare, rimettersi in gioco?

Difficile dirlo, anche se la sua ultima avventura con la Honda dimostra che la sua voglia di correre, come un fiume carsico, è già riaffiorata e senza il problema all'acceleratore probabilmente staremmo qui a parlare dell'ultimo vincitore della 8 Ore di Suzuka.

Già perché a più riprese Casey aveva chiesto all'HRC di tornare 'attivo', ricordate? Si era offerto per sostituire l'amico Dani Pedrosa, infortunato, ma il colosso nipponico aveva detto di no.

In quella occasione le giustificazioni dell'una e dell'altra parte differirono di parecchio.

La Honda disse di non volerlo gettare nell'agone senza una adeguata preparazione. Stoner dal canto suo rispose che non sarebbe stato certo in pista per vincere.

E se avesse solo voluto verificare il suo stato di forma, emerso poi nella prestazione abortita a Suzuka?

Una opinione in proposito l'ha rilasciata a Superbike nei giorni scorsi alla 'Race of Champions' l'ex 5 volte iridato Mick Doohan.

"Casey vive sulla Gold Coast come me, ma non lo vedo spesso. Non so veramente cosa stia facendo ma so che ha ancora passione per le corse e sicuramente è un peccato che si sia ritirato. Se non lo avesse fatto io credo che sarebbe ancora lì con i migliori - ha detto il più vittorioso dei piloti australiani, che ha proseguito - Ho l'impressione che voglia ancora pilotare, ma non più correre. Io sinceramente non capisco questo concetto. Per me guidare significa correre, competere. Stoner invece preferisce la solitudine di guidare da solo e sperimentare. Per me provare è sempre stata una noia, avrei preferito chiudermi la mano in una porta piuttosto che farlo. Ovviamente invece provavo, perché il team ne aveva bisogno, ma appena fatte le prove necessarie, tutto ciò che volevo veramente fare era gareggiare. Evidentemente Stoner preferisce la cosa contraria. Non so veramente quali siano le sue intenzioni, ha vinto due titoli e a 30 anni non è affatto vecchio, ma per correre devi averne il desiderio. Dopo essere stato per così lungo tempo lontano dalle corse può essere difficile rientrare completamente. Certo, se deve farlo, il 2016 è il momento. Non ho idea di cosa possano avergli offerto per tornare a quello sport a cui aveva voltato le spalle per ragioni note solo a lui. Qualcosa ci deve essere stato".

Una buona analisi quella di Mick. Per quanto riguarda le ragioni che possono aver spinto Casey al ritiro alla fine del 2012 possiamo, invece, fare qualche ipotesi.

Conoscendolo per ciò che mostrava di essere, Stoner impersonificava lo sportivo duro e puro, senza compromessi.

Non gli piaceva la parte politica della MotoGP e senza dubbio aveva vissuto come autentiche ingiustizie alcune situazioni vissute all'ombra di Valentino Rossi.

Il sorpasso al Cavatappi di Laguna Seca, senza dubbio, ma non in quanto tale, quanto piuttosto come irregolarità lasciata passare.

Del resto la sua frase "la tua ambizione ha superato il tuo talento", rivolta a Rossi dopo esser stato travolto a Jerez nel 2011 mostra tutta la sua frustrazione per un incidente di gara - perché quello fu - avvenuto però con un avversario al quale, secondo lui, tutto era permesso.

Magari ora che si avvicina l'uscita di scena del pesarese, se non nel 2016 quasi sicuramente l'anno successivo, a trenta anni a Stoner può essere tornata la voglia di battersi. Ma non per evitare l'ingombrante numero 46, solo per tornare a gareggiare in un contesto più livellato dal punto di vista mediatico. Chi può saperlo?

Se magari fosse così, ma la nostra è solo una illazione, anche Valentino però potrebbe procrastinare la sua uscita di scena. Ma ci pensate? Lorenzo, Marquez, Pedrosa, Stoner contro Valentino Rossi.

Un ritorno all'età dell'oro.

 

 

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