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MT-10: Yamaha mostra la sua streetfighter

EICMA - Motore e telaio figli della sorella da pista. Passo cortissimo, elettronica al Top

MT-10: Yamaha mostra la sua streetfighter

Il Dark side of Japan non si ferma, anzi, si mostra e sforna di luce propria l'asso mancante tra le figlie di Iwata. Tutto è nato dalla MT-09 che, con il suo tre cilindri, ha iniziato un cammino che ha portato alla più piccola 07, alla 03 e alla 125, oltre alle sue declinazioni scrambler e Tracer. Poi è arrivata lei, la supersportiva tanto attesa.

Quella R1 con motore crossplane da 1000cc. L'unione delle due anime ha portato a questa nuovissima Streetfighter: MT-10. Mancava la streetfighter con prestazioni da Superbike a casa Yamaha, e finalmente ora è arrivata. Una moto la cui anima è derivata proprio dal propulsore quattro in linea da 998 cc della R1 presentata proprio lo scorso anno, a cui sono state mosse alcune modifiche. Ridisegnati i sistemi di aspirazione, scarico e alimentazione del carburante. Ottimizzato l'albero motore.

Peculiarità di questa moto è sicuramente il passo molto corto di 1400 mm, per offrire maggior manovrabilità e agilità.

Ovviamente presente tutto il comparto elettronico con i riding mode chiamati D-Mode e lo YCC-T, Yamaha Chip controlled throttle. I due elementi ovviamente sono interconnessi, considerando come l'acceleratore elettronico sia in grado di modificare istantaneamente il carattere del motore regolando apertura del gas, fasatura dell'accensione e il volume di iniezione carburante.

La modalità "Standard" eroga potenza in modo lineare su tutta la scala di giri del motore, ed è progettata per l'utilizzo in diverse condizioni di marcia. La modalità "A" imprime un carattere più sportivo e aggressivo fin dalle basse velocità, con alti gradi di coppia, aumentando l'emozione e l'adrenalina. La modalità "B", infine, fornisce una risposta più dolce ed è progettata per l'impiego in situazioni in cui è indicato un uso più delicato dell'acceleratore, come su superfici sdrucciolevoli

Presente anche il controllo di trazione su tre modalità, disattivabile a scelta.

Non poteva mancare la frizione antisaltellamento a cui sono state messe molle di rigidezza inferiore.Per una moto che va per strada e che può affrontare lunghi tratti, ecco il Cruise control.

Il reparto ciclistico richiama il nome Deltabox. Sviluppato sulla base della R1, con un diverso rapporto tra robustezza e rigidità per offrire una miglior maneggevolezza.

Del primo dato c'è da sottolineare come la cifra, 1400 mm, sia 35 mm meno della più corta delle concorrenti.

Le sospensioni sono state sviluppate partendo dalla YZF-R1. All'anteriore ecco la forcella KYB a cartuccia a steli rovesciati da 43 mm e 120 mm di corsa. Forcellone lungo di tipo YZF-R1 con capriata di rinforzo, e un ammortizzatore posteriore KYB con sospensione Monocross di tipo bottom link. Il risultato cercato porta ad una guida, ed una posizione di guida rifles naturale ed eretta.

La triangolazione, insieme alla forma, alla posizione del serbatoio e all'uso di un manubrio ampio a sezione conica variabile, sono stati progettati per permettere al pilota di appoggiare saldamente il ginocchio.

La posizione del pilota è stata modificata leggermente in avanti rispetto alla MT-09. A frenare la MT-10 ci pensa un doppio disco anteriore flottante di 320 mm di diametro caratterizzati da pinze radiali a 4 pistoncini contrapposti con pastiglie sinterizzate.

Disco posteriore di 220 mm con una pinza flottante .

E veniamo allo stile ed il design: un design che per il serbatoio si presenta ampio con bordi angolari decisi e cover sagomate, abbinato ai fianchetti compatti e alla mascherina del doppio faro anteriore. Caratteristico della famiglia MT, ecco l'uso di una coda minimale e di un forcellone lungo.  Il frontale energico e spigoloso è dettato da un doppio faro anteriore a LED è inserito al di sotto di una maschera compatta con schermo fly, mentre tutto il gruppo ottico

anteriore è montato direttamente al telaio.

La nuova MT-10 sarà disponibile nelle colorazioni Night Fluo, Tech Black e Race Blu a partire da maggio 2016.

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