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MotoGP, Marquez: bodyguard io? Rossi non ha rispetto

"Se fosse vero non avrei rischiato per 30 giri. Sarei rimasto lontano. Nel futuro niente errori"

Per trenta giri ha respirato gli scarichi della Yamaha di Jorge Lorenzo, senza mai attaccarlo. Un comportamento che può essere visto in due modi diametralmente opposti: la volontà di proteggere le spalle al connazionale od una oggettiva difficoltà di fare di meglio.

Ed è questo che Marquez ha affermato dopo il Gran Premio difendendo la sua posizione.

"Se avessi voluto fare il guardaspalle di Jorge non avrei rischiato standogli attaccato. Sarei stato tranquillamente in seconda posizione, staccato di cinque secondi, non credete? La realtà è che in Malesia sono stato insultato da Rossi per una gara, il Gran Premio di Australia, che ho vinto regalandogli cinque punti".

Avevi qualcosa in più per provare ad attaccare Lorenzo?

"Quello su Pedrosa è stato l’unico sorpasso che ho fatto alla fine ma perché lui è andato largo. La verità è che non riuscivo a stare vicino a Lorenzo in staccata, Lorenzo perdeva sempre molto in accelerazione. Nei primi quindici giri di gara andava al limite, Lorenzo era un secondo davanti a me e non potevo prenderlo. Quando mancavano dieci giri l’ho preso e pensavo di potermela giocare con lui alla fine. Quando è arrivato Pedrosa e mi ha sorpassato, è andato lungo. L’ultimo giro ho spinto al 100% un’altra volta per provare ad arrivare attaccato a Lorenzo all’ultima staccata ma era troppo lontano e non ce l’ho fatta. Ovviamente non sono contento di non aver concluso la stagione con una vittoria, che era un po’ l’obiettivo".

C’è stato un momento in cui hai pensato di poter provare a superare Lorenzo?

"Sì, quando mancavano dieci giri alla fine, ho visto che potevo sorpassarlo. Stava soffrendo con la gomma davanti e ho pensato di aspettare la fine quando mancavano due o tre giri, come avevo fatto a Indianapolis. Quando mi ha sorpassato Dani, abbiamo perso tempo. Ma oggi la temperatura era più alta di ben 5° ed eravamo veramente al limite con la gomma anteriore".

Cosa pensi del Mondiale di Lorenzo?

"Penso che lui e Valentino abbiano fatto un Mondiale molto buono, Lorenzo era molto veloce, Valentino molto costante. Lorenzo se lo meritava, anche Valentino se lo sarebbe meritato. E’ stato un campionato dove non ho lottato là davanti e dobbiamo trovare una migliore strategia per il prossimo anno. Io il mio mondiale l'ho perso fra Mugello e Barcellona, sono caduto troppo. Non commetterò lo stesso errore la prossima stagione".

Se tornassi indietro, rifaresti quei sei giri contro Valentino in Malesia?

"Alla fine io faccio sempre il 100%. In Malesia è successo quello che è successo perché di là potevo andare abbastanza più forte. Alla fine per un pilota sentirsi dire che aiuta un altro o che non è un compagno di squadra, o che lavora per un altro, questo per un pilota come me è un fatto di rispetto. Alla fine proviamo a fare il nostro 100% e cerchiamo di lavorare per lottare per il campionato. La gente vede le cose solo da un punto di vista, se lo vedi da un altro anche Valentino sorpassava. Eravamo veloci. Dopo la caduta in Malesia, il tempo in cui io e Valentino giravamo era lo stesso. Quella gara è andata come è andata e io faccio sempre il 100% e la miglior gara che si può".

Ma perché Lorenzo non l’hai mai attaccato?

"Bisogna guardare la gara ad esempio di Le Mans, la quinta gara, dove abbiamo fatto fatica ma abbiamo provato a sorpassare il pilota davanti. A Indianapolis ho fatto la gara dietro Lorenzo e l’ho attaccato alla fine. Anche qui volevo fare lo stesso, ma Pedrosa mi ha sorpassato e di là si è fatto casino ed abbiamo perso mezzo secondo".

Sei stato fischiato sul podio. Ti scoccia?

"Accetto vittorie e sconfitte. Valentino ha molti tifosi, anche qui in Spagna perché ha vinto tanto ed a lungo. Rispetto le opinioni di tutti".

 

 

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