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MotoGP, Valencia: Lorenzo in pole, Rossi a terra

QP: lo spagnolo da record. Marquez e Pedrosa a mezzo secondo, Iannone settimo, scivolato Rossi

Nelle qualifiche della MotoGP a Valencia, Jorge Lorenzo ha fatto del suo meglio per spegnere il fuoco della polemica che aveva colpito il paddock della MotoGP nelle ultime due settimane, firmando una pole position (la 61ª in carriera, quinta stagionale) senza diritto di repliche.

Il maiorchino ha colpito col proverbiale martello, simbolo a lui tanto caro, fermando il cronometro sul tempo di 1’30.011 – se non un giro perfetto, un’imitazione molto fedele. Il pilota Yamaha ha così demolito il record precedente (1'30.237) nonostante le temperature più alte (26 gradi nell’aria e 31 asfalto) abbiano messo in difficoltà l’intero schieramento, che ha accusato distacchi pesanti.

La coppia Honda composta da Marc Marquez e Dani Pedrosa ha chiuso rispettivamente a +0.488 e +0.505, mentre Aleix Espargaró, quarto davanti a Cal Crutchlow e Bradley Smith, è staccato di quasi un secondo. Per trovare un italiano in griglia è necessario scorrere fino alla settima posizione, occupata da Andrea Iannone (+1.045) mentre il suo compagno Andrea Dovizioso è nono (+1.234) davanti a Danilo Petrucci (+1.281). Caduta ininfluente, dal momento che partirà dall’ultima posizione domani, per Valentino Rossi, scivolato alla curva 8 ed autore dell’ultimo tempo della Q2. Dal parco chiuso:

Lorenzo: “Ho spinto al massimo, ma quando ho visto il tempo non potevo crederci. Ho fatto il miglior giro della mia vita. Penso che, se ci riprovassi altre 100 volte, non ci riuscirei”.

Marquez: “Oggi abbiamo fatto un passo avanti ma soffriamo ancora quando le temperature si alzano, soprattutto con l’anteriore. Volevo la pole, in qualifica ho spinto al massimo, rischiando anche di cadere, ma Jorge ha fatto un giro incredibile. Il suo passo è leggermente migliore, ma proveremo a lottare per la vittoria per chiudere la stagione con un bel risultato”.

Pedrosa: “Sono più contento del lavoro svolto oggi. Il posteriore però scivola ancora molto, e non è facile conservare il grip. Sarà molto importante partire bene e stare con i primi nelle fasi iniziali”.

Q2 – Marquez è il primo a ‘lanciarsi’ e sigla un 1’30.499, con Iannone, Crutchlow e Petrucci staccati di oltre mezzo secondo. Pedrosa e Lorenzo riescono ad avvicinarsi di più, ma si fermano rispettivamente a +0.205 e +0.497. In difficoltà Rossi, quasi un secondo più lento del rivale spagnolo, in ottava posizione, alle spalle anche di Smith.

Al rientro con gomme fresche, Marquez interrompe anzitempo il primo tentativo a causa di un errore al primo settore. È Lorenzo ad accendere caschi rossi a ripetizione, chiudendo con un 1’30.011, un riferimento che demolisce il precedente best lap di categoria. Marquez è a 0.488, seguito da Pedrosa, Iannone, ed A. Espargaró, che chiude la top five.

Marquez tenta di rispondere a Lorenzo ed accende un casco rosso nel primo settore ma perde rapidamente terreno rispetto al connazionale, più pulito soprattutto nei cambi di direzione. Da segnalare la caduta di Rossi alla curva 8 nel corso del suo miglior giro. Le posizioni restano invariate, con Lorenzo in pole position davanti a Marquez, Pedrosa. A. Espargaró apre la seconda fila davanti a Crutchlow e Smith, mentre Iannone è ancora una volta il più veloce su Ducati (anche se scivolato in settima posizione dopo il miglior tempo ottenuto nella FP3), davanti a P. Espargaró e Dovizioso. Decimo tempo di Petrucci, mentre la caduta avrebbe relegato Rossi in dodicesima posizione. Il pesarese, a causa della penalità comminatagli in Malesia, partirà invece dal fondo dello schieramento.

Q1 – A. Espargaró sigla un 1:31.8 al primo passaggio e si migliora fino a 1’31.544 nel corso della sua prima uscita. Il catalano precede Barbera e Viñales, autori di un tempo identico al millesimo. Il rookie di Suzuki è anche protagonista di un violento high-side ma si rialza rapidamente nel tentativo di rientrare ai box il più rapidamente possibile ed uscire con la seconda moto. Pirro è quarto a +0.505, davanti ad Hayden, Hernandez e Baz. Più attardate le Aprilia di Bautista e Bradl, staccate di sette decimi.

Al secondo tentativo con gomme fresche, Viñales manca il primato per 84 millesimi e si mette provvisoriamente alle spalle del compagno A. Espargaró, che ritocca il miglior tempo con un 1’31.409. Con Barbera a terra per una scivolata, il passaggio alla Q2 resta un affare privato all’interno del team Suzuki. Uno stoico Viñales migliora ancora, ma si ferma ad un decimo esatto dal compagno di squadra. Il primo degli esclusi è Pirro, che partirà dalla 13ª posizione. Quarto tempo per Bradl, che precede Barbera, Baz, Hayden, Hernandez, Bautista, Redding, Miller, Di Meglio, West, Laverty, Elias e Parkes.

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