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MotoGP, Ecco perché Rossi può vincere il mondiale

Ultima fila? Analizzando Valencia 2014 e Motegi e Sepang 2015 i dati dicono che è possibile

La polemica fra Rossi e Marquez, con conseguente penalizzazione di Valentino a Sepang non si è ancora placata. Ne abbiamo lette di tutti i colori, soprattutto più e più volte è stato scritto che il mondiale è finito, 'rubato' dal comportamento di Marquez.

Questo secondo noi non è vero per due ragioni: la prima è che Marquez ha comunque tolto a Lorenzo 5 punti a Phillip island, che non sono pochi; il secondo che Rossi ha comunque portato a casa a Sepang un terzo posto, 16 punti, che avrebbero potuto essere 13 se Marc avesse fatto la sua gara e fosse riuscito a sopravanzare il pesarese 'giocando' in favore di Lorenzo.

Detto questo rimane la penalizzazione che costringerà Rossi a partire dall'ultima casella dello schieramento, in 26esima posizione.

Ma è proprio così impossibile recuperare da laggiù?

Secondo noi no.

Se guardiamo infatti ai risultati dell'anno passato si deduce che fra il tempo del primo transitato sul traguardo nel 2014 (Iannone, alle sue spalle c'era proprio Rossi) e l'ultimo ci sono poco più di 7 secondi. Ma parliamo di Brok Parkes alla guida della CRT PBM!

Ciò ci fa dire che probabilmente Valentino con la sua Yamaha ufficiale transiteranno attorno alla decima posizione al primo giro, con non più di 4 secondi di differenza dalla vetta.

Boom! potrebbe essere la vostra risposta, ed invece probabilmente andrà proprio così visto che tredici dei piloti in pista sono in sella a Honda e Yamaha 'Open', per non parlare delle tre Aprilia derivate dalla Superbike.

Ovviamente Vale non avrà davanti a sé strada libera, ma è innegabile che più della metà dello schieramento non potrà opporsi ai suoi sorpassi.

Un ulteriore indicazione della fattibilità della rimonta ce lo da proprio l'ordine di arrivo del Gran Premio della Malesia: alle spalle di Valentino Rossi è arrivato Bradley Smith che ha preso poco più di 10" dal nove volte iridato nonostante il vistoso rallentamento causato dalla collisione con Marc al 7° giro.

Differenza di talento? Sicuramente, ma anche di mezzi a disposizione visto che il pilota di Oxford guida una M1 del 2014.

Ora torniamo al 2014: a vincere fu Marquez davanti a Rossi. Pedrosa arrivò 3° staccato di 14”, mentre Dovizioso vinse la volata su Crutchlow finendo a +16”.

Cosa deduciamo da ciò? Semplice che al livello di guida dei 'fantastici 4', cioè Marquez, Lorenzo, Rossi e Pedrosa, non c'è nessuno. Dunque non è affatto impossibile che già dopo pochi giri Valentino si ritrovi ad inseguire i tre spagnoli. E a quel punto se Lorenzo fosse in terza posizione all'italiano basterebbe finire sesto per vincere il decimo titolo!

Del resto non è forse vero che a Motegi Dani Pedrosa dopo una partenza difficile fosse 4° al 9° dei 24 giri previsti? per di più staccato di oltre otto secondi, eppure è riuscito a vincere la gara.

 

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