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MotoGP, Sepang: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Il tribunale mediatico cerca il colpevole tra Marquez e Rossi, ma rimane solo la tristezza

Sarebbe facile adesso, dopo i video, le petizioni, i commenti e le prese di posizione più o meno autorevoli, le accuse e le difese, mettere in piedi il proprio tribunale e fare cadere la propria sentenza dall’alto. Sarebbe facile accendere un rogo su cui bruciare una strega piuttosto che l’altra, oppure assolvere con acqua ben poco santa uno dei due. Sarebbe facile, lecito per alcuni e doveroso per altri, ma non cambierebbe nulla.

Quello che rimane della domenica di Sepang è una gara in cui non c’è un vincitore, ma solo tanti sconfitti. Rimangono ad aleggiare nell’aria i “se” e i “ma”, tante parole che in fin dei conti non hanno niente a che vedere con quello che ci piace. Cos’è? Vedere i piloti lottare, soffrire, gioire, sbagliare, sorprendere per 45 minuti che decidono i loro destini. In Malesia non è andata così, e a perdere sono stati tutti.

IL BELLO – Trascinati nel vortice è facile dimenticarsi della vittoria di Pedrosa. L’outsider spagnolo è l’unico per cui non c’è niente da recriminare. La sua storia porta un po’ di romanticismo in una domenica dalla prosa pesante e asfittica. Il campione che lotta contro il suo fisico e i suoi fantasmi e ne esce vincitore. Grazie Dani.

Valentino RossiIL BRUTTO – La manovra di Rossi su Marquez si può capire, ma non giustificare. Il calcio non c’è stato ma cambia poco. Di reazione o meno, il fallo c’è stato e per quello va punito. I replay in rotazione amplificano il gesto, lo riproducono e lo esaltano, come non ci fosse niente prima e dopo. Rimane fissa quell’immagine, l’opposto della bellezza dello sport. La trappola è scattata e finirci dentro è una colpa.

IL CATTIVO – Gli angeli non esistono e Marc Marquez non è un cherubino. Solo lui può sapere veramente il perché di quella battaglia contro Rossi che ha avuto come conseguenza la fuga di Lorenzo. A pensar male si fa peccato ma spesso si indovina, insegnava il grande vecchio della politica. Ci sono più ombre che luci sui primi giri del piccolo diavolo e questo è quasi impossibile negarlo.

LA DELUSIONE – Per quello che poteva essere e non è stato. Per il duello tra Rossi e Lorenzo che non vedremo mai. Per un Mondiale che avrà una macchia a prescindere da chi lo vincerà. Per esserci illusi per 16 gare di stare vivendo la stagione più bella di sempre. A Valencia Valentino o Jorge indosseranno l’alloro, ma le sue foglie sono oramai secche.

LA CONFERMA La Direzione Gara si è dimostrata ancora una volta inadeguata. Visto il clima di tensione, avrebbe dovuto convocare Rossi e Marquez prima della gara. Dopo l’episodio che ha portato alla caduta di Marc, avrebbe dovuto penalizzare immediatamente Valentino e non compromettere il GP successivo. Se aveva le prove di un comportamento anti-sportivo di Marc, avrebbe dovuto punirlo e non nascondersi dietro all’ipocrisia. Tanti, troppo condizionali per un organo che dovrebbe avere la forza e la lucidità per usare solo imperativi assoluti.

L’ERRORE – Col senno di poi, Valentino ha sbagliato il giovedì. Attaccando a muso duro Marquez, portandolo vicino all’umiliazione, ha esasperato i toni e Marc ha risposto in pista. Rossi ha detto di non riuscire più a trattenere la verità, il piccolo diavolo ha reagito a muso duro. Il generale di mille battaglie ha commesso una leggerezza e l'ha pagata a caro prezzo.

LA SORPRESA – Ci si aspettava una gara sul filo dei nervi ma si è andati troppo oltre. Nemmeno il migliore sceneggiatore avrebbe scritto un copione così intricato e teso, purtroppo. Non è una bella sorpresa.

IL SORPASSO – Nove in un solo giro tra Rossi e Marquez non possono essere il segnale di una gara normale. Questa volta lo spettacolo non c’entra, c’è qualcos’altro che va investigato. Come? Esiste la telemetria, basterebbe che la Direzione Gara la chiedesse alla Honda. Troppo facile per farlo.

LA CURIOSITA’ – Nella classe regina non era mai accaduto che due compagni di squadra si giocassero il titolo all’ultima gara. C’è sempre una prima volta.

IO L’AVEVO DETTO – Rossi sabato: “forse domani sarà una gara nervosa, ma meglio così dei giochini di Phillip Island”. E’ stata l’uno e l’altra.

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