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MotoGP, FP2: Lorenzo batte Pedrosa, Rossi 8°

Sepang. Problema per Valentino nel time attack. Marquez è 3° davanti a Iannone (scivolato)

Nel pomeriggio di Sepang, con l’aria così densa da potersi tagliare con un coltello, a festeggiare è stato Jorge Lorenzo. E’ stato lui il più veloce quando, negli ultimi minuti del turno, tutti i piloti hanno affilato gli artigli e montato gomme nuove. Il maiorchino ha fermato il cronometro sul tempo di 2’00”246, battendo Pedrosa che si è fermato a solo 47 millesimi da suo crono. Poco distante l’altra Honda di Marc Marquez, che ha pagato appena 0”226.

A interrompere il dominio spagnolo c’è Andrea Iannone con la Ducati. Il pilota di Vasto era incappato in una scivolata alla curva 8 nei primi minuti del turno, ma senza riportare conseguente. Rientrato ai box ha terminato regolarmente la sessione ottenendo il 5° posto.

Alle sue spalle c’è ancora una Honda, quella di Cal Crutchlow ma la distanza incomincia a farsi importante. Il britannico infatti ha un ritardo che sfiora gli 8 decimi, dietro di lui la Suzuki si Aleix Esparagarò e la Ducati di Andrea Dovizioso (a 0”881).

Per trovare Valentino Rossi bisogna scendere fino all’ottava posizione, ma il Dottore non ha tentato l’attacco al tempo. Nella sua uscita con gomme nuove ha infatti riscontrato qualche problema alla moto e non ha terminato il giro. E’ poi rientrato in pista per capire se si trattasse di uno pneumatico fallato o se i guai fossero originati dalla moto.

Da segnalare che Rossi è stato l’unico a girare durante la sessione con gomme dure sia all’anteriore che al posteriore, mentre le due Honda ufficiali hanno montato la dura solo dietro. Lorenzo invece ha girato con le mescole più morbide, usando coperture usate. Prima del time attack, il più veloce era stato Pedrosa, seguito da Iannone, Marquez e Valentino, un paio di posizioni più indietro Jorge.

Ritornando alla classifica del turno, un ottimo Danilo Petrucci si è piazzato al 9° posto, precedendo la Honda di Redding, la Suzuki di Vinales e la Ducati di Barbera. Solo 13° e 14° Pol Espargarò e Bradley Smith con le Yamaha satellite, appena davanti all’Aprilia di Stefan Bradl, autore di una buonissima pestazione.

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