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MotoGP, Marquez: Rossi? Pensi a Lorenzo, non a me

"È il migliore in conferenza stampa, ora deve esserlo in pista e battere Jorge. Resta favorito"

Valentino Rossi ha deposto il fioretto e impugnato la spada alla vigilia del GP di Sepang, il culmine di una stagione particolarmente combattuta. Il pesarese ha vibrato figurativi fendenti durante la conferenza stampa, prodigandosi in una metaforica sfida a singolar tenzone. Nella sua mira non c’era però Jorge Lorenzo, bensì Marc Marquez.

Lo spagnolo, secondo Rossi, avrebbe deliberatamente nascosto il proprio potenziale in gara a Phillip Island per favorire la fuga del connazionale, poi ripreso e passato rocambolescamente prima della bandiera a scacchi. Una tesi che non ha trovato, manco a dirlo, credito da parte del pilota Honda

“La verità è che sono il primo ad essere sorpreso – ha detto Marquez, visibilmente imbarazzato – Semmai, all’ultimo giro io ho aiutato lui e Iannone ha aiutato Jorge, ma alla fine l’ho detto molte volte: faccio la mia gara e provo sempre a vincere per la mia squadra, perché non ho un compagno con il quale mi gioco il mondiale. Continuerò così fino alla fine della stagione”.

Come giudichi le sue parole?

“La forza psicologica è sempre stata una delle caratteristiche distintive di Valentino. In questo caso ha messo pressione a me, ma magari a vincere in pista sarà Jorge questa volta”.

Ti aspettavi accuse del genere?

“Normalmente fa delle allusioni che i diretti interessati capiscono, ma questa volta non l’ho capito. Il suo rivale in pista è Jorge. È il migliore nella conferenza stampa, lo è sempre stato ed ha molta esperienza. Ora deve essere il più forte in pista e battere Jorge, non me”.

Ha anche detto che forse non è vero che tu hai il suo poster appeso in camera.

“Alla fine mi sorprende che dica questo, perché ho detto ripetutamente che è il mio idolo e che ho imparato molto da lui. È lui il mio punto di riferimento, ma non capisco perché abbia detto questo a due gare dalla fine di un mondiale che si sta giocando con un altro pilota. Lo saprà lui, ma non avrà conseguenze su di me”.

Queste affermazioni ti hanno fatto cambiare opinione su di lui?

“Da parte mia non cambio opinione, credo che resti uno dei più grandi di sempre in pista e fuori. Sente la pressione anche lui, si sta giocando un titolo”.

Come mai pensi che abbia vuotato il sacco solo oggi?

“Ci siamo visti dopo la gara in Australia e già mi aveva chiesto in maniera diretta cosa fosse successo, se avessi aiutato Jorge. Gli ho detto ‘guarda che ho aiutato te, passando Lorenzo’. Ho rischiato molto per recuperare il distacco da lui e vincere”.

A Motegi avevi detto di fare il tifo per lui. È ancora così?

“Preferisco che vinca il migliore, l’ho sempre detto. Rossi è il mio idolo e vincere il decimo mondiale a 36 anni sarebbe un’impresa storica. È il favorito, dipende solo da lui”.

Che cosa prendi di positivo da questa vicenda?

“Non credevo di fare ancora parte della lotta per il mondiale, ma evidentemente mi sbagliavo (ride). Domenica proverò a ottenere il miglior risultato possibile, senza preoccuparmi degli altri. Devo concretizzare il terzo posto in campionato, perché Iannone sta andando molto forte. Non cambierò il mio stile da qui in poi”.


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