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MotoGP, Rossi: Marquez vuole farmi perdere il titolo

"In Australia mi passava e rallentava, non ha usato fairplay. È una questione personale"

E’ arrivato il momento di gettare la maschera, di tirare fuori la pistola dalla fondina e sparare tutte le cartucce. Rossi non aspettava altro, prima ancora di farlo in pista lo ha fatto davanti alla stampa nella conferenza della vigilia del GP di Sepang. Niente sconti, ha puntato il dito contro Marquez: “in Australia ha aiutato Lorenzo, non vuole che vinca il Mondiale”.

Marc si è raggelato, ma non era che l’inizio. Il Dottore ha tirato fuori dalla tasca un foglio con i cronologici di Phillip Island con le sue annotazioni a margine.

“E’ stato molto interessante rivedere la gara, è chiaro che Marquez ha giocato con noi, anzi ha giocato soprattutto con me - ha sottolineato - E’ tutto molto chiaro guardando i tempi e le immagini, voleva aiutare Jorge, permettergli di allontanarsi, tanto sapeva di poterlo prendere”.

Il silenzio è calato nella sala.

“Ora lo so, Lorenzo ha un nuovo alleato e si chiama Marquez - ha continuato - Questo cambia ogni cosa, le gare saranno molto diverse da qui in avanti”.

Lorenzo ha risposto ridendo, “sì Marc mi ha aiutato, soprattutto all’ultimo giro”. Il piccolo diavolo non sapeva cosa dire, evidentemente preso in contropiede: “non ho giocato con nessuno, ho dato tutto”.

Valentino non ha risparmiato l’avversario.

“Marquez ha giocato proprio con me, è importante che lui sappia che lo ho capito - ha avvertito - Sono abbastanza preoccupato, perché giocarmela ‘solo’ con Lorenzo è un conto ma dovere battere anche Marc è un altro. In questo caso Marc non ha usato fairplay, come un pilota professionista dovrebbe fare. Ora diventa tutto più difficile, soprattutto pensando che potrebbe essere molto competitivo in queste ultime due gare”.

Rossi ha parlato di “delusione”.

“Sì, per me è stata una grande delusione e mi è dispiaciuto molto - ha aggiunto - Era da qualche gara che lo avevo nasato, ma non mi aspettavo che prendesse una posizione così chiara e corresse in quel modo. Sono deluso, dispiaciuto e preoccupato”.

Marquez però ha passato Lorenzo.

“Alla vittoria non avrebbe rinunciato - ha spiegato - Basta guardare i tempi, Marquez aveva un passo nettamente migliore degli altri ma ha sempre giocato per lasciare andare via Jorge e tenere me a lottare con Iannone. Sapeva che la Ducati mi sverniciava sul dritto e sperava che sarebbero rientrati anche Crutchlow e Pedrosa. Tutte le volte che provavo a passare Marc, lui mi risuperava e rallentava. Lo ha fatto in almeno tre occasioni. La sua sfortuna è stata che Jorge non fosse così veloce, altrimenti la gara sarebbe finita. Però ha sempre controllato, sapeva che avrebbe potuto andare riprendere Lorenzo in tre giri al massimo. Alla fine ce l’ha fatta, è stato bravo, ha avuto una lucidità impressionante. Però secondo me non si fa così”.

La domanda è perché l’abbia fatto.

“Lui preferisce che vinca Lorenzo, è arrabbiato con me, è una questione personale - sostiene - Pensa che in Argentina abbia fatto apposta a buttarlo giù, ad Assen crede che potevo sparire o farmi battere. Ha pensato, come i bambini: non vinco io e non vinci neanche tu. Il male minore per lui è Lorenzo”.

Marquez potrebbe decidere il campionato?

“E’ veloce, se si mette nel mezzo diventa difficile. Lui non ha niente da perdere ma io sì - l’analisi - Mi dispiace più che altro e mi fa arrabbiare. Non pensavo che Marc potesse essere un ostacolo per questo campionato”.

L’amicizia sembra finita.

“Sarà vero che aveva il mio poster in camera? Io non lo so, non sono così sicuro - ha attaccato - Forse è una questione di carattere. Penso che Marc si confronti sempre molto con me, vuole battermi come numero di vittorie e titoli. Se vincessi un altro Mondiale per lui sarebbe tutto più complicato che se lo facesse Jorge. Alla fine preferisco il comportamento di Biaggi, almeno erano chiare le posizioni: non ci sopportavamo”.

Qualche screzio con Marquez c’era già stato in passato.

“A Laguna Seca, nel 2013, quando mi passò al Cavatappi per forza, solo perché l’avevo fatto io su Stoner anni prima - ha ricordato - Avrebbe potuto superarmi in qualsiasi posto, era stato un segnale. Alcuni me lo dicevano ma io non ci credevo, a pensare male si fa sempre bene”.

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