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MotoGP, Australia: il Bello, il Brutto, il Cattivo

Battaglia d'antologia tra Lorenzo, Marquez, Rossi e Iannone, ma l'Oscar va a quest'ultimo

Phillip Island non tradisce mai, con la bellezza dell’oceano, di quella pista che sembra voglia tuffarsi dentro. La scenografia perfetta per la gioia di una lotta che migliore non sarebbe potuta essere. Si ripete da mesi che questo è uno dei campionati di maggiore livello della storia, serviva una dimostrazione pratica e Marquez, Lorenzo, Iannone e Rossi l’hanno data. Ognuno aveva le sue motivazioni, il suo personale traguardo da raggiungere, nessuno si è tirato indietro. Esserci era un privilegio, vincere – come ha fatto Marc – sfiorare il Nirvana. Rimangono i punti persi e guadagnati, i sorpassi fatti e subiti, la gioia del podio e l’amarezza di non esserci saliti. Rimane soprattutto il motociclismo nella sua più alta espressione.

IL BELLO – La battaglia, invocata, sperata, annunciata, c’è stata. Non una lotta qualsiasi, ma la madre di tutte le guerre, sportive s’intende. Quando a battersi sono Marquez, Lorenzo, Iannone e Rossi non c’è nulla di scontato o prevedibile. Solo emozioni e adrenalina,  una droga legale di cui è bello essere dipendenti. Quei quattro ragazzi hanno fatto la storia in poco più di 40 minuti, poi la classifica ha decretato vincitori e sconfitti. Forse la cosa più importante non è dove si è arrivati, ma come.

IL BRUTTO – Nella giornata magica della Ducati, il tonfo di Dovizioso risuona ancora più sordo. Quando si nomina Phillip Island ad Andrea viene l’orticaria ma non ci sono scuse, e il forlivese non le cerca. Per trovarlo in certe posizioni bisogna fare sforzi con la memoria e poi viene voglia solo di dimenticare. Deve farlo anche il Dovi, la Malesia è vicina e il vento potrebbe cambiare.

IL CATTIVO – Averne di cattivi come Marquez e Iannone, due piloti che erano riusciti a rendere interessante perfino la Moto2. Dopo mille discorsi su alleanze, presunte simpatie o antipatie con l’uno o con l’altro, loro hanno semplicemente tenuto aperto il gas senza alcuna scorrettezza. A chi siano arrivati davanti non importa loro, ed è giusto. Cattivi sì, ma come piace a noi.

LA DELUSIONE – Le azioni di Pedrosa erano in incredibile ascesa, prima del flop australiano. Ci piaceva molto di più il Dani combattivo delle ultime due gare che quello anonimo di Phillip Island. Domenica c’era una festa, era invitato, ma non ha trovato la strada per arrivarci.

LA CONFERMA  – Si vince o si perde ogni domenica, ma conterà solo quello accadrà a novembre a Valencia. Velocità, esperienza, intelligenza, furbizia, precisione, imprevedibilità: prendete questi aggettivi, aggiungetene altri, e divideteli fra Rossi e Lorenzo. Chi è il favorito? Un errore dirlo, perché l’equilibrio arriva da due piloti diversi che guidano la stessa moto per volontà del destino. L’unica certezza è che non ci sono certezze, che saranno ancora due GP di passione e, alla fine, vincerà il migliore. Vi sembra poco?

L’ERRORE –  Non è facile perdere un Mondiale già vinto, ma Danny Kent sta mettendo tutto il suo impegno per dimostrare che nulla è impossibile. Con la mossa kamikaze a Phillip Island ha tolto dai giochi Bastianini e riportato in corsa Oliveira. Mancano due gare, cosa si inventerà?

LA SORPRESA – Che poi sorpresa non è, ma si meritava un posto per una citazione. Maverick Viñales è la più bella scoperta della MotoGP di questa stagione, uno che si permette al debutto, con la Suzuki, di arrivare a 6 secondi da Marquez a Phillip Island (e rifilarne 14 al compagno di squadra) ha tutte le carte in regola. La dimostrazione, che un anno in Moto2 non fa comunque male. E a proposito di Moto2, sul podio è salito per la prima volta Lorenzo Baldassarri. Fino a pochi anno fa l’Italia a due ruote sembrava essere diventata la provincia dell’impero, ora fa scuola. Bene così.

IL SORPASSO – Nessun dubbio, sui 52 che si sono scambiati i Magnifici 4 il migliore è quello doppio di Iannone su Marquez e Rossi. L’Oscar è suo.

LA CURIOSITA’ –  Nicky Hayden lascerà il motomondiale alla fine si quest’anno per passare in SBK. A Valencia entrerà a fare parte dell’olimpo delle Leggende della MotoGp, un bel riconoscimento per un campione amato da tutti.

IO L’AVEVO DETTO –  Iannone a Lorenzo sabato: “Scusa, ti restituirò il favore”. La domenica è stato di parola.

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